• La Scala della Bellezza

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29 LUGLIO 2015
Beh… cazzate

Questo post nasce come articolo su Zucchero Sintattico. Poi si trasforma in un racconto con protagonisti Amanda Lear e il suo toyboy. Dopodiché perde di nuovo il contesto narrativo per approdare sul sito di Radio Deejay. Mi sembrava giusto ripubblicarlo sul blog, per chiudere il ciclo. Adesso basta eh.
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Quante volte ci troviamo a chiacchierare insieme ad amici e amiche e passa vicino a noi una persona di cui è assolutamente necessario commentare l’aspetto esteriore? Quante volte siamo al supermercato, in metro, in aula studio, a pranzo nel bar sotto l’ufficio, e notiamo nelle vicinanze un essere umano di cui dobbiamo immediatamente riferire alla nostra rubrica telefonica il fascino estetico che emana?

Tante. Tantissime. Innumerevoli. Che lo vogliamo o no, commentare l’apparenza è un’attività che ci contraddistingue in quanto creature terrestri.

Si rende dunque necessario uno strumento oggettivo e pseudoscientifico che ci permetta di quantificare la bellezza (o la bruttezza) altrui. Uno strumento condiviso, accessibile da tutti, a cui chiunque possa riferirsi quando capita una situazione del genere.

Signore e signori, dopo tanti anni questo strumento esiste, e oggi ve lo presentiamo (in maniera molto ironica, sia chiaro: non prendetelo troppo sul serio!).

Signore e signori, ecco a voi la Scala della Bellezza.

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Immagini di repertorio

Il primo livello della Scala della Bellezza parte dalla risicata sufficienza. La Scala della Bellezza non tiene in considerazione le persone brutte, che per non offendere nessuno è meglio classificare secondo altri criteri, come quello della simpatia, dell’intelligenza o del grado di istruzione raggiunto. La Scala della Bellezza ha inizio con le persone fattibili, cioè quelle con cui, se si è particolarmente ubriachi o masochisti o disperati o se si è fatto un fioretto al proprio Dio, è possibile concedersi.

Un pelo sopra il cesso, fattibile è colui o colei che, essendo dotato di apparato respiratorio, può offrire il semplice ma sempre gradevole sollazzo sessuale nei bagni di una discoteca.
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Lena Dunham
Il secondo gradino della Scala della Bellezza comprende le persone carine. Un cospicuo numero di parlanti ritiene che la categoria dei carini sia addirittura da considerarsi inferiore a quella dei fattibili: perché, diciamolo, “carino” si dice a un gatto, o a un vestito comprato al mercato. Per certi versi, la creatura considerata carina è effettivamente più gradevole dal punto di vista estetico rispetto al fattibile, ma il suo coefficiente comunicativo (ovvero: se ti ispira la voglia di combinarci qualcosa insieme) è addirittura più basso.
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Poraccio random preso da Instagram

Dall’enorme insoddisfazione generata dal secondo livello, la Scala della Bellezza propone una terza categoria: quella dei mooolto carini e delle mooolto carine. Si scrive proprio così, con tre o, a suggerire una certa enfasi nella pronuncia.

“Sono uscita con Gianfilippo, che ne pensi?”

“Mooolto carino!”, replicherà il vostro interlocutore, che non vorrà classificare la persona del vostro appuntamento nella sfera né carne né pesce dei carini, ma non se la sentirà nemmeno di elevarla allo stadio successivo.

Per farlo, avrebbe dovuto dire…

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Il tizio di Mozart in the Jungle e un occhio a caso preso su Instagram
Da sempre è considerata una frase ambigua, una di quelle cose che si dicono per sbrogliarsi dalle situazioni imbarazzanti, come “particolare” o “simpatica”. Ma la Scala della Bellezza ha voluto oggettivizzarla, quantificarla, attribuendole la quarta posizione all’interno della classifica.

Coloro che sono un tipo hanno uno o più dettagli che li rendono esteticamente superiori agli altri. Alcuni esempi sono gli occhi verdi, il mento a punta, una perfetta linea delle labbra, le dita sottili. Insomma, non c’è una vera omogenea bellezza d’insieme, ma quel preciso particolare che li fa spiccare.

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Pietro Boselli e Pink

Il significato di figo e di figa è abbastanza intuitivo: al giorno d’oggi, la parola viene naturale e spontanea come dire “mamma” o “passami l’olio”. Ma se così non fosse, elenchiamo di seguito una serie di sinonimi (sono scritti al maschile a causa della tendenza fallocentrica dell’italiano, ma di ognuno esiste il corrispettivo termine femminile).

Figo è sinonimo di: bono, bonazzo, manzo, topo, gnocco, fregno cosmico, fiero, fusto, adone, tronco d’omo, strafico, sgnacchero, bell’imbusto, discretoccio, gran pezzo di figliolo, masculo, fio, guapo, togo, fustaccio, figo della Madonna.

Il concetto, adesso, dovrebbe essere chiaro.
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James Franco, che Dio lo benedica, e Eva Green

Il punto a cui volevamo arrivare. Tutto ruota attorno a questo concetto. Un bel ragazzo e una bella ragazza sono due esseri umani esteticamente perfetti. Parliamo di aspetto, di presenza, di movenze, di gesti, di quell’intoccabile fascino che emanano.

Adoriamo i belli.

Li amiamo.

Li odiamo.

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Natalie Portman

Se la Scala della Bellezza comprende questa categoria bisogna ringraziare Loredana Berté, che con la sua canzone ha reso classificabile un livello di estetica superiore al semplice bello. Non è raro che negli stadi, nelle sale concerti, negli studi televisivi, nelle palestre delle scuole medie durante le partite di pallavolo, si sentano cori di “Sei bellissimooo!” o “Sei bellissimaaa!”. Basta aver bevuto un goccetto di birra, o essere profondamente, intimamente, imbarazzantemente affascinati.

(parentesi: per questa posizione era in lizza anche “Bello e impossibile” di Gianna Nannini. Per questioni anagrafiche e alfabetiche la spunta la Berté, ma ci teniamo a ringraziare anche la cantante senese per aver contribuito ad arricchire la Scala)

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Marilyn Monroe e James Dean

Alternativa in chiave teologica di bello come il sole, il dio greco e la dea greca sono così impossibili da trovarsi oltre i cancelli dell’Olimpo. Spesso appartengono a un’altra era del costume, a un’altra epoca storica – e talvolta le fonti iconografiche che si hanno di loro scarseggiano.

Marilyn Monroe e James Dean appartengono a questa categoria. Venere e Apollo appartengono a questa categoria. Belle, quella della Bella e la Bestia, appartiene a questa categoria. Il Principe Azzurro appartiene a questa categoria. Sono tutte divinità greche.

Sono irraggiungibili perché sono morti. O perché non sono mai esistiti.

Roba affine
5 commenti
  1. Giasconio
    Giasconio dice:

    Io penso di essere mooolto-carino. Ti invito a elaborare anche una Scala della bruttezza per poter classificare la maggior parte delle persone che frequento, ahimé. Complimenti per la pubblicazione su radio Deejay!

    Rispondi

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