• Sam Smith, you make me crazy

14 MAGGIO 2018
Roba tipo recensioni

Ci sono delle robe di cui mi innamoro per folgorazione. Il mango per esempio, che tutto ad un tratto è diventato il mio frutto preferito, declassando l’ananas che ha dominato la classifica per svariati anni. Qualche mese fa sono rimasto fulminato da un cantante nuovo, appena al suo secondo album, inglese, gay dichiarato, giovanissimo (è del ’92, porco cane) ma già con un Oscar e quattro Grammy sulla mensola del salotto.

Ma non è tanto questo che mi ha conquistato definitivamente. Sam Smith è introverso, ha un passato da ragazzo sovrappeso, ha una serie di deliziosi disturbi ossessivo-compulsivi ed è la colonna sonora perfetta per le giornate depressive. È difficile trovare un brano felice nella sua discografia, ma la tristezza delle sue canzoni è direttamente proporzionale alla loro bellezza. Tanto che io e un mio amico abbiamo deciso di valutare le esibizioni di Sam Smith con una scala da una a cinque emoji-con-le-lacrime.

Con un curriculum così tragico, non potevo evitare di innamorarmene. Per fortuna, perché il concerto che ha tenuto a Milano lo scorso 11 maggio è stato bellissimo.

Pochi vezzi scenografici, perché il pop di Sam Smith è soprattutto da ascoltare. Il cantante inglese ci confeziona così due ore di un concerto elegante e minimale, in cui non manca di commuovere e commuoversi.

Ma il passaggio che più ho apprezzato è stato il momento rainbow, durante la performance di HIM (che casualmente è una delle mie preferite). «I wrote this song as a message to anybody listening that love is love.» E mentre lo dice si rende conto che il pubblico sugli spalti sta illuminando i cellulari con colori diversi per formare la bandiera arcobaleno. Vorrei tanto una foto di questo momento ma non riesco a trovarne!

Holy Father, we need to talk
I have a secret that I can’t keep
I’m not the boy that you thought you wanted
Please don’t get angry, have faith in me

Say I shouldn’t be here but I can’t give up his touch
It is him I love, it is him
Don’t you try and tell me that God doesn’t care for us
It is him I love, it is him I love

Roba affine
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