• Donne che odiano le donne, eccetera eccetera

8 FEBBRAIO 2017
Cose che penso

Tutto ciò che accade a Sanremo ha talmente tanto eco sulla stampa che non c’è bisogno di fare un riassunto di quanto è successo. Se abitate su Urano, venite da Narnia o vi chiamate Virginia Raggi e proprio non siete a conoscenza di cosa accade nel mondo o di cosa i vostri capi di segreteria vi intestano, vi invito a leggere questo pratico articolo riassuntivo del Corriere che racconta di come Caterina Balivo abbia criticato Diletta Leotta per aver indossato un abito con lo spacco mentre parlava della sua esperienza di vittima di cyberbullismo.

Ora, non ho assolutamente intenzione di soffermarmi sulla correlazione inesistente tra abbigliamento e qualsiasi altra cosa che non sia Il diavolo veste Prada. D’altronde, che la Balivo fosse una nullità mi è chiaro da quando mia mamma sostiene che è raccomandata dal Vaticano e che non ha personalità. Non sono abbastanza informato sulla Balivo, per cui rimetto le mie opinioni a quelle di mia mamma che sono, come potete arguire, molto convincenti.

Però in tanti commenti ho notato che una delle opinioni che va per la maggiore riguarda il fatto che finché saranno le donne a essere maschiliste, allora gli uomini saranno autorizzati a essere sessisti.

Okay, non sono totalmente d’accordo. Penso alcune cose:

  1. È certamente molto triste che ci siano delle donne che non capiscono quanto sia importante battersi contro il sessismo. Così come mi infervoro quando leggo di omosessuali a cui non frega niente dei diritti LGBT. Leggasi a questo proposito un mio elenchino di insulti diretto a Stefano Gabbana.
  2. L’esistenza di alcuni membri di una categoria che non hanno a cuore i diritti di quella categoria non rende automaticamente meno importanti quei diritti. Voglio dire che se Caterina Balivo, donna, vuole più o meno inconsapevolmente sputare su un secolo di battaglie femministe, purtroppo, ha tutto il diritto di farlo. È senz’altro una cretina che avrebbe dovuto pensare prima di twittare, ma può farlo.
  3. Ci dobbiamo mettere in testa questo concetto: il fatto che ad altri non importi non significa che non sia importante. Il fatto che a una donna non importi del sessismo non significa che gli uomini possano continuare ad esserlo in attesa che le donne risolvano i loro problemi interni.
  4. Ho sempre pensato che gli appartenenti a una categoria discriminata avessero sulle spalle una responsabilità sociale in più. Per farvi un esempio semplice: se due etero sposati divorziano è normale, se lo fanno due gay è una dimostrazione della non esistenza dell’amore omosessuale. No.
  5. Penso che ci battiamo per eliminare anche questo senso di responsabilità alla categoria a cui apparteniamo. Nel mulino che vogliamo, oltre a Banderas che ci sforna le macine a tutte le ore del mattino, siamo liberi e libere di sbagliare senza che questo si ripercuota a livello sociale su tutta la categoria.
  6. Le donne devono poter essere cretine come Caterina Balivo.
  7. Noi tutti, d’altra parte, dobbiamo essere liberi di ritenere Caterina Balivo una cretina che in 140 caratteri ha reso vane le lotte al maschilismo, le TED, le manifestazioni, gli incontri, la sensibilizzazione, le campagne, dobbiamo essere liberi di non seguirla più, di non volerla in televisione né su internet né in qualunque altro posto della Terra in cui possa alimentare l’idea che le donne sono oggetti da vestire bene.
Roba affine
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