• Froci come noi

11 APRILE 2018
Cose che penso

Federico è un ventenne di Firenze che si è trasferito a Roma, e domenica scorsa stava rientrando dal primo giorno di lavoro quando è stato aggredito da quattro ragazzi che lo hanno picchiato mentre era a terra, tenendogli un coltello vicino al viso per impedirgli di muoversi. Tutto questo accadeva nei pressi della stazione Tiburtina alle cinque di pomeriggio, senza che nessuno dei passanti sia intervenuto per fermare i quattro fascisti mentre essi dicevano a Federico che era questo che loro facevano “ai froci come voi”.

Nonostante un’infermiera dell’ambulanza gli abbia consigliato di non parlare della sua omosessualità nel verbale (“perché tanto non cambia nulla”), e nonostante il medico che l’ha visitato abbia chiesto che il caso passasse a un’altra dottoressa (“perché una donna è più vicina alla sua sensibilità”), Federico ha voluto insistere nel dichiarare la matrice omofoba dell’aggressione subita.

Ecco come sono, i froci come noi. Hanno paura, ma non hanno dubbi. Non hanno bisogno di sapere qual è la cosa giusta da fare, dopo che ti hanno minacciato con un coltello e cinque giorni di prognosi. Si rifiutano di vivere il dolore di un’aggressione da soli in una camera al buio. Cercano un coraggio che non è scontato trovare, escono di casa e vanno al Commissariato per esporre una denuncia chiara, contattano i giornali, lo scrivono su Facebook. Perché è così che le cose possono cambiare, che si può sperare di avere una legge contro l’omotransfobia in Italia oppure, almeno, sperare di avere dei cittadini che non fanno finta di niente mentre un ragazzo viene preso a calci.

Federico, non posso immaginare tutto il dolore che hai provato e stai provando, ma ti voglio ringraziare per aver fatto la cosa giusta. Grazie. Un frocio come te.

Roba affine
2 commenti
  1. Vanessa
    Vanessa dice:

    Grazie Federico e grazie a te per avermi fatto conoscere questa notizia.
    Mi disgusta nel profondo sentire che certe cose possano succedere ancora nel 2018.
    Posso capire avere paura di non mettersi in mezzo a quattro energumeni … ma c@##o, tutti col cellulare e nessuno a cui sia venuto in mente di chiamare la polizia? Cioè basta schiacciare un tasto e dire chiama emergenza
    Grazie
    V

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  2. Fulvio Magni
    Fulvio Magni dice:

    Ci vogliono coraggio, dignità, orgoglio, autostima, amor proprio.
    Tutte qualità che sfortunatamente io non posseggo 😛

    Rispondi

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