• Attivismo è

    Giornata Internazionale contro l’Omofobia, la Bifobia e la Transfobia 2016

17 MAGGIO 2016
Roba LGBT

Attivismo è essere iscritti ad un’associazione, stare dietro un banchetto non pagato a distribuire volantini e accettare gli sguardi d’indifferenza, partecipare a delle riunioni, accollarsi oneri, pratiche, lavori extra. Ricordarlo è bello, doveroso, rispettoso, perché non andremmo avanti di mezzo centimetro se, mentre noi condividiamo paroline dolci su facebook e balliamo Lady Gaga con in mano un vodka lemon, non ci fossero queste organizzazioni piene di gente che si sbatte per i nostri diritti.

Poi c’è un’altra bellissima forma di attivismo, che assomiglia alla respirazione involontaria.

Attivismo è aver scelto la propria battaglia e rispettarla in ogni azione e pensiero. È non avere problemi a vivere apertamente la propria omosessualità, in famiglia, con gli amici, a lavoro. È ascoltare tutte le sentenze che finiscono con: “…carnevalata!”, “…costituita da marito e moglie”, “…diritto a una mamma e un papà”, “…contronatura”, e decidere per l’ennesima volta di non scaldarsi e cominciare a spiegare, nella speranza di abbattere un muro, o magari anche solo indebolirlo. È essere più forte di quello che la gente pensa di tuo figlio, tuo fratello, tuo nipote. È avere la pazienza di avere a che fare anche con omosessuali poco informati o poco interessati ai diritti, e con omosessuali che, per esibizionismo, o opportunismo, o mera stupidità, vanno contro la battaglia che dovrebbero combattere. È non sentirsi fuoriluogo, ossessionato, monotematico, rompipalle quando si esprime un’opinione sulle questioni LGBT per precisare, ancora una volta alle stesse persone di sempre, qualcosa. È saper attendere che una persona sia pronta per il coming out. È rinuncia, sicuramente, dolore, sacrificio, ansia. È essere coinvolto in prima persona durante le discussioni parlamentari sulle leggi che ti riguardano. È ricordarsi che l’attivismo è iniziato tanti anni fa con persone che stavano peggio di noi e hanno permesso a noi di continuare a lottare, ed è ricordarsi che l’attivismo potrà avere fine solo quando tutti saremo uguali. Allora l’orgoglio sarà una bellissima tradizione.

Roba affine

4 commenti
    • Tredici
      Tredici dice:

      Grazie Mattias!
      Peraltro sei il primo commento da quando ho cambiato il template del blog, quindi… hai vinto una nocciolina al Margot! 🙂

  1. Andrea
    Andrea dice:

    Grazie del bellissimo articolo! Mi sono piaciute molto le tue parole: attivismo è aver scelto la propria battaglia e rispettarla in ogni azione e pensiero. È non avere problemi a vivere apertamente la propria omosessualità, in famiglia, con gli amici, a lavoro.
    Questo è il mio primo commento e è solo un copia e incolla! 😀 Grazie delle tue parole! Sono molto di incoraggiamento!

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