• La memoria (cache) del pesce rosso

La memoria del pesce rosso
Sono qui per raccontare la storia di alcune persone che vogliono raccontare una storia.

Qualche giorno fa mi hanno scritto alcuni amici che avevano frequentato insieme a me una discussa scuola di scrittura di cui di solito si dice, se non la si è frequentata, che non serve a nulla se non a ottenere contatti. Effettivamente, i contatti li abbiamo ottenuti: più che altro, tra di noi, ma questa è comunque una cosa molto importante.

Lorenzo mi ha spiegato che avrebbe voluto realizzare un cortometraggio dal titolo La memoria del pesce rosso, e che avrebbe avuto bisogno di me per occuparmi della parte web. Mi ha detto: “Sei molto bravo con i social!”, opinione diffusa che deriva dal fatto che spesso uso facebook per condividere foto di Beyoncé.
Ero già pronto a rifiutare: per quanto l’idea di collaborare con Lorenzo e gli altri mi sarebbe piaciuta, non riuscivo a capire come poter fuggire dall’abbecedario di cose da fare che vanno dalla A di aspirapolvere alla B di blog alla C di cucinare alla L di lavoro alla S di spesa alla Z di zac, che è il suono della mia mente il venerdì sera.
Poi li ho incontrati (“così, per educazione”), e loro mi hanno raccontato la trama del corto che vorrebbero girare. Okay, io odio questo lato del mio carattere per cui mi sciolgo quando ascolto delle storie tenere e petalose. Ma è stato più forte di me: c’è Gualtiero che ha 65 anni e sta insieme a Armando, che ha l’Alzheimer, e si è dimenticato di lui. Poi parte tutto un pezzo che fa un sacco ridere (ma non ve lo dico per non spoilerare) e poi… e poi finisce, in un modo così speciale che deve essere raccontato da qualcuno.
È per questo che ho detto sì, lo voglio. Sì, voglio essere il vostro social media manager, il vostro digital strategist, il vostro usbrani antani editor, voglio contribuire in modo che questa storia arrivi alle orecchie e agli occhi di tutti.
E anche ai loro portafogli, perché per realizzare un cortometraggio servono soldini, dindi, grana, pecunia, e i ragazzi stanno cercando 1500 euro per cose come il fonico, gli attori e la location. Per le attrezzature sono a posto, perché qualche mese le hanno vinte arrivando secondi a un  concorso di cortometraggi, e questo dovrebbe darvi una conferma del loro talento, se la mia parola non vi basta.
La finisco qua: allego il link della pagina di Indiegogo da cui, se volete, potete donare. E anche la pagina facebook del corto, per le novità e le curiosità e le foto che ritraggono pesci rossi. Ah, già, perché c’è anche un pesce rosso, nel corto. E sapete cosa si dice dei pesci rossi… Che hanno una memoria cache molto limitata.
 
 
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