Kintsugi, ovvero l’arte di riparare le ferite con l’oro

Se vivessi in Oriente probabilmente sarei una persona diversa. E non intendo soltanto che avrei l’abitudine di soffiarmi il naso con la mano o di mangiare seduto per terra. E nemmeno che Grindr sarebbe una grande griglia di facce tutte uguali con gli occhi a mandorla – a proposito, avete mai provato ad aprire Grindr a Prato? Deve essere estraniante.
I giapponesi hanno pensato a questa cosa, il kintsugi, che funziona in questo modo: sei lì che stai spolverando, un po’ di fretta perché sta per cominciare la nuova puntata di Masterpiece e per qualche assurda ragione non puoi assolutamente perdertela. All’improvviso sbatti contro un mobile e un vaso cade per terra. Mica sarebbe un grave problema, insomma, quel vaso ti serviva solo per vomitarci dentro quando la vodka è troppa e il bagno è lontano. Ecco, se sei un giapponese non devi aver paura delle prossime sbronze. Tu raccogli tutti i cocci in cui si è spezzato il vaso, prendi dell’oro liquido o della lacca con della polvere d’argento, e inizi a ricomporre l’oggetto. È una specie di art attack per gente molto agiata. Quello che ottieni non è lo stesso vaso di prima. Ad accogliere il tuo prossimo rigetto ci sarà un vaso ricostruito e tenuto insieme da un collante prezioso. Non solo, ma nessun altro avrà quel vaso. Perché quando si è rotto, lo ha fatto in un modo che non è riproducibile da nessuno. Le linee che adesso abbelliscono il tuo oggetto sono state decise dal caso, e per questo sono uniche. Quello che avrai sarà un vaso più bello, più ricco, più forte; migliore, sia interiormente che nella superficie.
È che io a volte sono quel vaso, e non vivo in Giappone, e sono progettato in maniera tale che quando cado, e mi succede spesso, mi frantumo in una quantità di pezzi incalcolabile, e provo a rimettermi insieme alla bene e meglio ma crollo, ancora, mi sgretolo in frammenti sempre più simili alla polvere.

21 commenti
  1. Krasnamama
    Krasnamama dice:

    Se eri tu l'altro giorno in riva al Po (ma proprio a riva), in effetti sembravi un po' a pezzi. Io passo sempre di lì in bicicletta e mi preoccupano sempre le persone sedute sul bordo del fiume 🙂

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  2. io.
    io. dice:

    Grazie, ora ho capito. Capito perché certe cose belle, dopo essersi rotte sono riuscite a diventare bellissime e uniche.Se avessi saputo prima di vivere a casa di un giapponese ricco, mi sarei buttata a terra molte più volte. Una fatica enorme per cercare di tenere in piedi quello che stava crollando e invece il segreto era dargli una spinta.

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  3. Anonimo
    Anonimo dice:

    Gli orientali tra loro sanno distinguersi esattamente come tu sai distinguere tua prozia dalla bigliettaia del cinema… Pensare un po' prima di scrivere, no eh?-Momo-

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  4. Narciso
    Narciso dice:

    Ahahahah Grindr a Prato XDPensa che una volta ero in Cina e un cinese mi ha chiesto "Da dove venite?" e noi "Italia".. e lui "Aaaaahhh Plato! Plato! Ci sono stato!" Che mito…Ma queste cose le inventano i giapponesi che sono fissati per l'unicità di ogni momento.. che per carità condivido.. ma hanno sempre questi modi bizzarri…

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  5. Anonimo
    Anonimo dice:

    C'era un detto latino che faceva "frangar, non flectar", che vuol dire "mi spezzerò, non mi piegherò" ma molto spesso è tradotto all'opposto (fa più oriente, tipo "canne al vento", in effetti).Bhé, se pensi che noi facciamo i puzzle…Salutone!*D*

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  6. Ale [Tredici]
    Ale [Tredici] dice:

    @ Rabb-it Scuuuusa! @ Krasnamama Tranquilla, non ero io… @ ess&mme19Grazie, cara. Un abbraccione @ ioSì, ecco, diciamo che la morale della favola non è andare a giro con uno sfollagente a distruggere cose per poi poterle ricostruire. Ma confido nel fatto che non siamo così idioti da interpretare alla lettera le storie. Poi, insomma, fate come vi pare! @ My perfect me Anche quella della fenice è una bella storia! @ CirInciampaiEppure certe volte sembra proprio che siano pezzi rotti per terra, senza significato. @ La Princess S. Un abbraccio! @ -Momo-Certo, in un post dove ammiro una filosofia giapponese mi sembra logico venire tacciato di razzismo verso gli orientali. Ma 'na risata ogni tanto, no eh? @ Narciso Ahahahahah non ci credo, dell'Italia conoscono Prato? Li amo. @ *D* Ti comunico che questo è già il tuo secondo commento che finisce automaticamente nella cartella spam. Non so come mai blogger ti consideri spam, forse è il fatto che commenti da anonimo, boh! :(Comunque quella del puzzle è una roba interessante…

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  7. Rabb-it
    Rabb-it dice:

    Sul presunto razzismo della tua frase sulle somiglianze tra orientali, te non penso la conosci… ma c'era una canzone dei Pooh (Sì, mi piacciono Baglioni e i Pooh, lo confesso!) il cui titolo mi pare fosse AsiaNonAsia, ma prendila col beneficio del dubbio che io coi titoli delle canzoni ho un pessimo rapporto, nel cui testo all'inizio c'era che loro arrivavano e vedevano questi asiatici tutti uguali e poi… c'era questo scambio per cui erano gli occidentali a sembrare tutti uguali agli occhi degli asiatici.eh… i danni della musica anni 70/80 eh? ;-)Vado.Il reparto geriatrico mi aspetta. 😛

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  8. Rabb-it
    Rabb-it dice:

    X *D* Provato anche io, per vedere… curiosona che non sono altro.Niente… se uso solo il nome utente di wordpress, Rabb72it, mi dice che non è mio. (ma te guarda st'impunito)Se uso il nome del blog, latanabis, mi dice che uso caratteri non validi.A quanto pare blogger non accetta i commenti da wordpress.O io e te siamo degli incapaci. Io propendo per la prima. ^_^ Sicuramente è colpa di blogger!

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  9. Anonimo
    Anonimo dice:

    @ Rabb-it, simonecaruso e chi seguisse:Vorrà dire che non abbiamo altra scelta: anonimi a vita (ma a commentare 13 non si rinuncia 😉 ) !*D*

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