Pronto? Sì, sto tornando

Sì, tutto bene. Sono sul treno adesso. Tranquillo, posso parlare. No, non sono solo nel vagone: c’è un’unica italiana sulla quale eviterò ovviamente di fare considerazioni, ma per il resto la compagnia è composta da due americane delicate come la contessa De Blanck e una giapponese che incarna perfettamente lo spirito della giapponesità: ringrazia unendo le mani a preghiera e facendo un mezzo inchino con la testa. E ovviamente sorride. Mi ricorda un po’ una versione meno idiota di me. Niente in confronto col viaggio di andata, comunque: ero su un intercity Salerno – Torino pieno zeppo di napoletani agitati. Nulla contro i napoletani, ma tendono a interagire urlando.
Sì, Torino è favolosa. Orientarsi è semplicissimo, è un reticolato di strade, cioè le vie sono fatte tipo le calze di Rihanna, quelle a maglia larga per intenderci. Le piazze sono enormi, i palazzi alti. Si respira l’aria di una grande città, ma senza tutto il caos di Milano o di Roma. È come se tu non fossi obbligato ad avere una vita frenetica, nonostante la città lo permetta. E anche i torinesi mi piacciono: mi erano stati descritti come degli italiani freddi, e invece ovunque andassi ho trovato scherzi e sorrisi.
Casa mia? È in pieno centro, è vicina a tutto. La posizione è eccezionale, l’altra sera sono sceso e mi sono trovato in mezzo a un concerto. I miei coinquilini sono dei ganzi – uno è della Valle D’Aosta e appiccica adesivi di baffi ovunque, e l’altro è di Bolzano e parla tutto buffo, sì, praticamente io sono il terrone della casa. La mia stanza è fantastica. Sì, lo so, ho esaurito gli aggettivi a connotazione positiva e adesso mi tocca ripeterli. Oddio, diciamo che la mia mansardina è diventata un gioiello adesso che non sembra più l’ambientazione di un romanzo di Lovecraft. Ho passato due giorni a pulire tanto che adesso trasudo Lysoform. Sì, ho pulito col Lysoform. Sarebbe stato più utile il Necronomicon, te lo dico io. 
L’unico problema della camera è che non va la luce, ma ho risolto comprando una abat jour. Ma te lo sapevi che esistono diversi tipi di lampadine? Sono andato a comprarla, e il commesso mi ha chiesto se ne volevo una grande o piccola. Grande, dico io, ché nel dubbio uno punta sulle dimensioni. Ma è chiaro che invece ci voleva quella piccola: tutto l’universo cospira affinché tu faccia la scelta sbagliata quando hai il cinquanta per cento di probabilità di fare quella giusta. 
L’inaugurazione della Holden è stata quanto di più figo ci si possa immaginare. C’era la musica, i fuochi d’artificio, i giochi di luce, i palloni giganti, mancava giusto Regina Miami ma insomma c’era Baricco, direi che ci può stare. Ti rendi conto che negli ultimi anni sono andato a ballare in continuazione e che la festa migliore a cui abbia mai partecipato sia stata organizzata da una scuola di scrittura? Hanno capito tutto, sti intellettuali. C’avevano pure il vino senza solstizi. No, solfeggi. No, no, solfiti, il vino senza solfiti, che significa che lo puoi bere e il giorno dopo non c’hai il mal di testa. Hanno capito tutto ti dico, gli fa una sega Paris Hilton a sti qua.
Sono quasi a Genova, ci sono le gallerie tra poco. Torno giù per qualche giorno, il tempo di salutare tutti e di sbrigare le ultime cose e poi riparto stabilmente. Mi mancherete un sacco sai? Sarà proprio tutto diverso senza di voi, senza cenare con la mia famiglia e litigare sul fatto che ho troppe paia di Converse tarocche, senza le prove di martedì, che sono l’unico momento in cui mi concentro, che sono il mondo di persone con cui sto bene, senza tutti quei rituali televisivi da guardare insieme al mio amico e a mia sorella, senza i messaggini su cosa fare il sabato sera, senza la mia famiglia, senza i miei amici, senza tutto il resto.
Ma devo partire, capisci? E non perché a Lucca non c’è niente, e nemmeno perché giù non trovo lavoro. E sai, forse non è nemmeno perché scrivere è la mia vita, perché certo che lo è, ma sai, se uno vuole scrivere scrive, sulla carta igienica piuttosto, sui muri, sul retro dei francobolli, sui sassi con altri sassi, se uno vuole scrivere scrive e gli va bene qualsiasi posto, ma io non lo so se è per quello. È tutto un pretesto per dimenticare, ho questa urgenza, quella di dimenticare. Non lo so se è un discorso a cazzo, ma te lo dico: a un certo punto bisogna distruggere, prima di costruire. E io ho un mucchio bisogno di questo, di distruggere e ricominciare a costruire qualcosa di mio, senza fantasmi a violentarmi la mente, e questa è l’opportunità che ho per farlo, e vediamo come va, e mi mancheranno tanto le cene le Converse le prove guardare la tv insieme i messaggini tutto il resto ma sarà bello, per una volta, per qualche tempo, sentire la mancanza per qualcosa, sentire solo quella mancanza, la mancanza di qualcosa che invece c’è, e non la mancanza di qualcosa che effettivamente non esiste.
Non mi hai capito, vero? Sono troppo contorto. Mi dici di sì ma in realtà mi lasci solo sfogare, o forse non senti niente per via delle gallerie. In ogni caso ascolta, quello che assolutamente evitare nella vita è lasciarti tentare dalla pasta Combino della Lidl: costa poco, okay, ma fa schifo.

25 commenti
  1. Rabb-it
    Rabb-it dice:

    sniff…."la mancanza di qualcosa che invece c'è, e non la mancanza di qualcosa che effettivamente non esiste…"Va bene ora vado a… dormire.Che bello questo post.Anche se mi hai fatto commuovere, e lo so io il perché, che bello che è.Ah…Piemontesi falsi e cortesi è giusto uno dei tanti stereotipi da scardinare. Non posso farlo io… non sono mai stata una persona cortese io. 😛 Buonanotte

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  2. poison
    poison dice:

    Val d'aosta / Bolzano? Quando inizieranno a discutere su chi ha le montagne più belle tu non prendere posizione, eh? Torino è una città molto interessante, sono contenta ti piaccia.

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  3. ess&mme19
    ess&mme19 dice:

    Che bello Ale, riesci ad arrivare dove vuoi scrivendo.E' una bella opportunità poter capire i contorni di quello che hai a una certa distanza: fa tendere una corda tra te e le radici creando tensioni che inevitabilmente ti rafforzano, e ciò e bello. Anche l'adrenalina della novità è bella.Enjoy it 🙂

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  4. Mareva
    Mareva dice:

    C'è un momento, e arriva per tutti con modi e caratteristiche differenti, in cui bisogna chiudere il proprio mondo e aprirsi su di un altro. E non vuol dire lasciare tutto, ma vuol dire portarsi solo qualcosa a cui aggiungere quello che si troverà per strada.Va bene così, è bello così.E Torino. Torino ha quel giusto quantitativo di nobiltà da incantare.

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  5. MikiMoz
    MikiMoz dice:

    In bocca al lupo per questa tua nuova avventura!In pratica è come essere studente universitario… con casa di universitari :)Quando fai qualche festino con puttanelle del primo anno che la danno facile chiamami pure! :DMoz-

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  6. Comfort_noise
    Comfort_noise dice:

    Credo di capirti – tranne per il discorso sul numero di Converse tarocche. L'immagine che mi tocca più da vicino è quella di distruggere e ricostruire. Ti auguro tutto il meglio per questa nuova avventura.PS: le Converse tarocche non sono mai abbastanza, soprattutto se le devi tingere per farle diventare dello stesso colore della maglietta e dei pantaloni!

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  7. Cristina
    Cristina dice:

    "ma sarà bello, per una volta, per qualche tempo, sentire la mancanza per qualcosa, sentire solo quella mancanza, la mancanza di qualcosa che invece c'è, e non la mancanza di qualcosa che effettivamente non esiste" <3 in bocca al lupo Ale 🙂

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  8. Matteo
    Matteo dice:

    In bocca al lupo per questa nuova avventura 🙂 Spero che ti porti un numero spropositato di esperienze positive.Anch'io ho un bisogno viscerale di lasciarmi tutto alle spalle e ricominciare.

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  9. Misantrophia
    Misantrophia dice:

    Noi lucchesi con le scarpe tarocche (anch'io eh! Chiaramente campo di quelle) siamo fieri di te!Porta un pò della nostra tirchiaggine laggiù!E fammi sapere, poi, per il discorso dello spettacolo, che io vedo di venire 😉

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  10. Gurino
    Gurino dice:

    Uno dei tuoi migliori articoli. Continua così, caro Ale, e che il vento soffi in tuo favore… Buffo leggerti mentre sul comodino ho "La linea d'ombra", lo considero di buon auspicio. Buon viaggio!

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  11. Anonimo
    Anonimo dice:

    "ma sarà bello, per una volta, per qualche tempo, sentire la mancanza per qualcosa, sentire solo quella mancanza, la mancanza di qualcosa che invece c'è, e non la mancanza di qualcosa che effettivamente non esiste."Bellissima frase e quanto hai ragione!Anche io sto per partire e mi ci ritrovo tantissimo..a volte la distanza serve!In bocca al lupo per questa tua nuova esperienza!!Anzi ne approfitto per farti un domandone:secondo te ci sono delle buone ragioni per cui sarebbe meglio non aprire un blog,oppure vale la regola del "visto che lo fanno tutti perché io no"?Avrei una mezza idea,ma poi ho paura che scriverei solo banalità,o peggio ancora di rendermi conto di non sapere scrivere..in ogni caso grazie se mi risponderai!!Holly(assidua lettrice che non commenta mai)

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  12. Michela
    Michela dice:

    "ma sarà bello, per una volta, per qualche tempo, sentire la mancanza per qualcosa, sentire solo quella mancanza, la mancanza di qualcosa che invece c'è, e non la mancanza di qualcosa che effettivamente non esiste."ecco. ♥

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  13. Valeh
    Valeh dice:

    il 13!!!! il mitico tram che ha collegato nella mia vita da pendolare la stazione di Porta Susa a via Po… 5 anni di viaggi in treno e tram… il rumore del metallo, lo stridere delle frenate, gli scossoni destabilizzanti l'equilibrio precario degli studenti assonnati… Benvenuto a Torino!!! 😀

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  14. Francesco Guiotto
    Francesco Guiotto dice:

    Buona Torino, Tredici! Io ci ho abitato per quattro anni e ci sono stato benissimo. Se non altro per il gelato al gianduja di Fiorio e le rondini che in primavera all'imbrunire si rincorrono in Piazzetta Reale. Goditi l'entusiasmo per la nuova avventura e la nostalgia per quello che ti mancherà: saranno entrambi compagni preziosi. Tante cose belle.

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  15. sandra
    sandra dice:

    Ho amato Lucca, ho amato Torino (foss'anche solo per il Salone e il museo egizio e certe mostre) ma Lucca di più, oh come puoi lasciarla? Baci è la prima volta che ti vengo a trovare. Scrivere porta lontano anche stando a casa.

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  16. Ale [Tredici]
    Ale [Tredici] dice:

    @HollySpero che non sia troppo tardi nel risponderti. Purtroppo mi ero sempre ripromesso di farlo, ma poi gli impegni, le cose da fare, le lavatrici infernali… :)Ad ogni modo, la mia risposta è molto semplice: scrivi. Aprilo, 'sto blog. Solo il fatto che tu me lo stia chiedendo significa che hai voglia di scriverci, quindi… perché no? Vai e fammi sapere.

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