Sono un imbranato

On air: Sia, Bring Night
Sono un imbranato. Sono la classica persona che a una prima, superficiale impressione potrebbe vagamente ricordare qualcosa di figo. Poi, conoscendola leggermente meglio, scopri che di figo in quella persona non c’è proprio niente. Se fossimo in una commediola all’inglese, potrei benissimo essere la versione maschile di Bridget Jones, o qualcosa di simile. Il tipo che entra in una stanza con fare spavaldo e poi scopre di avere la carta igienica attaccata dietro. Quello che pronuncia un bel discorso finale per fare un’uscita drammatica e poi mentre esce inciampa in un secchio e sbatacchia nello spigolo della porta.
Sono un imbranato. E non lo dico solo perché oggi mentre affettavo il prosciutto ho rischiato di distruggere il frigo con il coltello. No, quelle sono piccole cose, robetta per imbranati principianti. Io ho il certificato di imbranato, rilasciato dalla federazione ufficiale mondiale dell’imbranataggine, e pertanto sono abilitato a creare catastrofi decisamente più mostruose. E poi ho un’aria un po’ tonta, e per formare un discorso semplicissimo faccio un milione di rigiri di parole che non si capisce niente, mi accorgo che non si capisce niente, mi interrompo e ricomincio da capo, e in questa maniera anche i pochi che erano sopravvissuti alla prima parte sono definitivamente impossibilitati a capire.
Sono un imbranato. E se qualcuno dei miei attori aveva ancora qualche dubbio in proposito, con le prove di stasera deve essersi irreversibilmente convinto che anche come regista sono l’incarnazione della goffaggine. E a mia discolpa non posso dire granché, se non la scusa che utilizzano sempre tutti gli incapaci volenterosi: ce la metto tutta. Magari è un po’ una paraculata, ma mi preferisco così che a una mia versione perfetta ma che fa le cose senza passione. Certo, non credo che potrò usare questa frase quando appuntando il lapis farò per sbaglio saltare in aria la facoltà. Ma per altre cose vale davvero la frasina che ho trovato nel bacio Perugina di stasera, un cioccolatino illuminante: “metti il cuore in tutto ciò che fai”.

15 commenti
  1. FraF
    FraF dice:

    Nella precisione in ciò che fai c'è qualcosa di molto noioso e poco umano. Io sono un'imbranata selettiva, alterno momenti di genio in stile giovane marmotta ad altri di puro nulla. Sono molto più simpatica nei secondi 🙂

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  2. Ale [Tredici]
    Ale [Tredici] dice:

    @FraF: Ehi, anch'io alterno! A volte sono Pippo e altre Paperoga, che però sono i miei personaggi preferiti :)@Nora: Quindi… dovrei indossare una tutina?@Andrea: hobbledehoy rulez!@George: Ahah ma il post è ironico, niente di personale. In effetti la prossima volta devo mettere il bollino "guardate che non sono depresso, questo è il modo (imbranato anche stavolta) con cui faccio autoironia"

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  3. Melinda
    Melinda dice:

    Anche io ti preferisco imbranato…e poi finalmente una frase decente nei baci perugina, a me solo cazzate escono fuori, ma com'è 'sto fatto? :DBello l'imbranatuccio nostro…la scena del prosciutto me la sarei gustata volentieri, tua sorella non ti ha ripreso? 😉

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  4. Nina
    Nina dice:

    Chi ti parla è una delle docenti della facoltà di "lettere per imbranati"… Ho acquisito un master in tontoneria e goffaggine…. Mi sembra, da ciò che scrivi, che anche tu hai un futuro in questo campo!..

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  5. Leggitore
    Leggitore dice:

    L'essere imbranati (o, nel mio caso, goffi) è un inchiostro particolare che ci si porta appresso e con cui sigliamo le nostre differenze dagli altri.Io ho accettato questa sorta di menomazione congenita con estrema tranquillità: tra un chiodo e il mio dito il martello sceglierà spesso il secondo, per ricordarmi una cosa poi ne dimentico altre tre, e il tutto rende la mia vita non più interessante né più agevole ma, semplicemente, più.E poi, oh, se uno si scorda le chiavi di casa potrebbe sempre essere un emulo di Einstein, chi lo sa!

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