Don’t stop beLondon • Day 4

Quale modo curioso avrà scelto Ciuffo per farmi innervosire di primo mattino? Ma ovviamente You and I, di Lady Gaga! “Ma a te piace Lady Gaga!” Certo, Ciuffo, per svegliarmi ho giusto voglia di venire stordito dal riff di un sintetizzatore e dalle pressioni delle chitarre elettriche. Lasciamo perdere, e passiamo a dare una cronaca del quarto giorno.
La prima tappa è il museo delle cere di Madame Tussaud. Mi avevano detto tutti che: 1) costa tanto, 2) c’è una coda enorme per entrare e 3) è commerciale. E, in effetti, confermo che 1) costa troppo, 2) c’è una fila che ti illude di essere corta ma è lunghissima e peraltro scorre lenta e 3) è tremendamente commerciale. Ma che fai, vai a Londra e non visiti il museo delle cere? Impensabile, così abbiamo speso fior fiori di sterline e abbiamo fatto un’oretta e più di coda. La ricompensa è stata data da tutte le foto idiote che di cui vado a inserire di seguito una “accurata” selezione:
Ciuffo che cerca di rubare il bicchier a Sean.
Sì, io e Audrey siamo spesso insieme!

Nel tunnel della paura non facevi
più finta di avere paura, eh? >.<

Amiche per la pelle!

Looooooser!
<3

“Ale, ma chi è ‘sto qui?”
“mmmboh, chiediamogli se sa dov’è l’uscita”

Oh, Kylie.
“Ridammi questo affare, l’ho vinto io, puttana!”

Ce-ce-ce-ce-ce-ce-ce-cera face ♪♫

A Ciuffo piacciono le “culone inchiavabili”
Nota rilevante: in fondo al museo c’è un percorsino di paura dove attori veri sono pagati (spero non molto) per fare venire infarti plurimi alle persone. Allora, io e Ciuffo – noti per il nostro coraggio da leoni – abbiamo deciso di affrontare il suddetto percorsino. Succede che Ciuffo, che prima di entrare aveva fatto tanto lo stronzino cercando di spaventarmi ulteriormente (“Eh, io non ho dormito per tre giorni l’altra volta che ci sono stato…”), si aggrappa al mio braccio e urla come farebbe Sarah Michelle Gellar nel vedere un ragno. Cosicché io esco da lì non solo terrorizzato a morte, ma anche sordo.
Che ogni Mercedes sulla faccia della
Terra venga distrutta immantinente!

Al 221b di Baker Street c’è la casa di Sherlock Holmes. Foto di rito, e poi poco più in là c’è il Beatles Store dove otteniamo informazioni su come raggiungere Abbey Road, dove effettivamente ci rechiamo dopo aver pranzato in Regent’s Park. Abbey Road non è propriamente una strada. Cioè, sì, è una strada, ma la parte importante della strada è semplicemente un attraversamento pedonale che è diventato un vero e proprio simbolo per la musica, e per questo motivo tutti vogliono attraversare quelle strisce e farsi una foto su quelle strisce. Il problema è che Abbey Road è una vera strada, e le macchine ci sono, e temo che i londinesi si siano stufati di tutta quella gente che attraversa (infatti più volte hanno manifestato la loro contrarietà alla cosa strombazzando animatamente).

Siccome avevamo letto sul giornale che danno gratis in metro che la Domenica avrebbe essere brutto tempo, avevamo progettato, in quella giornata, di farci i musei. Poi la giornata si è rivelata serena e tranquillissima dal punto di vista metereologico, confermando il fatto che le previsioni del tempo non ci azzeccano neppure a Londra. Ad ogni modo, rielaborare l’itinerario della giornata sarebbe costato troppo in termini di spremitura di meningi, quindi siamo andati alla National Gallery come da piano originale. Viste le opere più importanti – e commentate con una vaga vena ironica – siamo usciti e abbiamo trovato dei gessetti con cui scrivere su Trafalgar Square quale è il nostro sogno. Metto qui a sinistra la foto con le scritte di tutti, e tra di esse ci sono anche la mia e quella di Ciuffo, così vi “divertite” a leggerle.
Linea rossa della metro, scendi a marble arch
che si trova tra lancaster e bond street oxford
circus, esci e ti trovi primark davanti.Reparto
uomo secondo piano
[ Fede, 6 ottobre ]
Questo per dirvi quanto sono utili e precise le amiche, insomma. Ci vediamo Marble Arch e cinque minuti di Primark prima che chiudano i negozi (a Londra chiudono alle sei. Se lo facessero anche in Italia, sarebbe un bel problema per me che vado a comprare i regali un minuto prima che inizi il compleanno). Mentre tutti i negozi di Oxford Street chiudono, noi entriamo in uno Starbucks dove possiamo finalmente riposare e mangiarci uno di quei biscottini adorabili pieni di cioccolato e chissà quanti altri cancerogeni ingredienti.
Torniamo all’ostello per prepararci alla domenica sera londinese che è… spenta. Probabilmente interpretano alla lettera il fatto che sia il giorno di riposo, e tutto chiude presto. Meglio, perché così possiamo andare a letto ad un’ora decente, in vista della lunga giornata che ci avrebbe atteso l’indomani. Prima di dormire, prego Ciuffo di farmi scegliere la sveglia, giusto per non incazzarmi come ho fatto per le tre mattine precedenti. Lui non vuole sentire storie: sceglie lui, promettendomi che stavolta mi sarebbe piaciuta. Chiudo gli occhi, nel panico. Ma facevo male ad avere paura: la mattina seguente, ad aspettarmi, c’era la più bella sveglia di sempre.

3 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.