Ventuno vittoria, grande baldoria

Mi sono appena rimboccato le maniche.
No, non è una metafora! Mi sono davvero rimboccato le maniche prima di appoggiare le dita sulla tastiera. E il buffo è che stavo pensando “Mmmh, come potrei cominciare…?”. La verità è che è una faticaccia iniziare questo genere di post molto autobiografico. Ci vuole coraggio, ci vuole voglia di mettersi in gioco e bisogna stare attenti perché il rischio di prendersi troppo sul serio è alto.
Sopratutto per l’ultimo motivo, vedrò di essere il più trankyfanky possibile. (Si comincia bene, con il termine trankyfanky)
Bene. 
E mo che dico?
Ah, sì. Credo che il ventunesimo sia stato l’anno più proficuo fino ad ora. Innanzitutto perché sono sempre magro (per ora) e ho ancora i capelli (PER ORA, cornacornacornacornacorna) e quasi tutta la barba. E poi per altri motivi tutto sommato marginali che vorrei sbrodolare in un pratico elenchino.
Ho vissuto e non solo sopravvissuto. Lo so che ormai è una frase più scontata dei pandori dopo il 6 Gennaio, ma mi andava di metterla tanto per creare quell’effetto drammariadefilippesco che ogni tanto fa piacere sentire.
Ho riso tanto. Mi raccomando, prima “riso” e poi “tanto”. Non ho tanto riso – che non mi piace nemmeno, a dirla tutta -, ho riso tanto. Nel senso di fare tipo ahahaha ehehehe ihihihih gnè gnè gnè buahuahauh, capito?
Sono montato su un palcoscenico. E parlavo ad alta voce. E c’era della gente a guardarmi. Recitavo, sì: recitavo, ed era una cosa che non pensavo che sarei mai stato capace di fare. E quando fai le cose che non pensavi che saresti mai capace di fare, ti accorgi che le cose che non sei capace di fare… sono molte, molte meno. 
Ho conosciuto Milano, che è una città bellissima che odio tanto. Il ricordo dei negozi di Milano, il ricordo delle birre di Milano e dell’enorme Mai Tai, il ricordo di quel parco di Milano con la fontanella del drago e dello straniero che passava di lì mentre io ti dovevo dire una cosa, e il ricordo degli occhi verdi di Milano rimarranno con me, sempre.
Ho iniziato a fare il regista. Una parentesi che SI CHIUDERA’ PRESTO, e lo scrivo in maiuscolo perché se qualcuno a caso dei miei lettori si stesse per caso autoconvincendo che continuerò mai a fare il coregista con lui o proseguirò mai da solo nella regia (PFFFF!) si sbaglia di grosso. Non credo di essere portato, ma è comunque divertente passare le serate a disperarsi insieme a Tiz su quanto siamo indietro non ce la faremo mai dio aiutaci è la fine 
Ho fatto incredibili figure di merda. È utile farne, metti caso che esaurisci gli argomenti con gli amici, così sai cosa raccontare. Tralasciamo il fatto che poi devi girare per la tua città nascondendoti il volto con la mano…
Ho tanti amici, vecchi e nuovi. Ci sono state importanti novità in questo campo, e tante conferme. Anche qualche persona persa per strada, che forse un giorno tornerà. Mi piacerebbe fare i nomi di tutti, ma è meglio di no. Li raggruppo. Quelli che ci sono sempre stati, quelli delle scuole, quelli dell’uni, quelli del teatro, quelli di Pescia and Co, quelli di Gaetano, quelli di Pisa, quelli di Dreamalot, quelli che non stanno in questi gruppi… Vi amo, tutti.
Ho scoperto di odiare i pantaloni a zampa di elefante. E di volere bene… a tutto il resto.
Ho visto Lady GaGa. Sì, scusate, non potevo non menzionarla, è importante! L’ho vista, dal vivo, ed è stata una delle emozioni più grandi di quest’anno. E ho sentito i Baustelle, tre volte in un anno, e tutte e tre le volte è stato magico. E Carmen Consoli, una donna, una vera donna. E Immanuel Casto (tanta lana), e Il Genio, e probabilmente altri che non ricordo!
• Ho imparato che se premi Alt più 7 contemporaneamente… fai i pallini. SOMMA GIOIA, ••••••••••!!! E se premi Alt più 0200 riesci a fare le E maiuscole accentate! ÈÈÈÈÈÈh! Revelation!!! Fare informatica a qualcosa serve!
• Ho partorito un progetto di sistemi operativi, ho sviluppato una passione spasmodica per il philadelphia, ho imparato la coreografia di un balletto, ho fatto finta di essere un albero volante, ho vomitato l’anima, ho mangiato il sushi e l’anatra all’ananas, ho provato l’emozione di tornare a dormire nella propria camera dopo un’alluvione, ho visto Budapest e la Croazia, ho insultato l’autista del pullman, ho camminato durante una bufera di neve (okay, forse sto esagerando), ho servito porchetta e grigliata a più di cento irritantissime persone, …
• Questo punto lo lascio vuoto, non scrivo niente. Vale per tutte le cose che ho fatto e che sono troppo stanco per ricordare, e per quelle che ho fatto e che sono troppo timido per dire. 

Mi scuso per avervi fatto subire tutte queste parole. Ma oggi è l’unico giorno in cui è legittimato il mio spiccato autoreferenzialismo, per cui lo sfrutto.
Ventuno vittoria, grande baldoria, si dice nel blackjack.
E per i ventidue? Ghghgh, comincio già a sorridere.
4 commenti
  1. Valeh
    Valeh dice:

    cosa dire in questi casi: TANTI AUGURI!!! BUON COMPLEANNO! FELICITAZIONI! NON LI DIMOSTRI DAVVERO!cosa non dire: STAI DIVENTANDO VECCHIO! UH! INIZIANO A VEDERSI LE PRIME RUGHE! SEMBRI SEMPRE LO STESSO RAGAZZETTO DI 16 ANNI! HAI ANCORA IL LATTE SULLE LABBRA! cosa ti dico io: TANTE ANGURIE E TANTI CANGURI! 😀

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