Domande, #5

 “Credo che le risposte rendano saggi
ma le domande rendono umani

Come mai esistono così tanti provocatori al giorno d’oggi?
Perché gli estremisti dicono una cosa,
suscitano l’insurrezione pubblica,
e dopo affermano che la loro era solo una provocazione?
Non è che stanno confondendo – più o meno volontariamente –
il termine “provocazione” con quello di “cazzata”?

Non sapere cosa dire
è sempre equivalente a non aver niente da dire?

Perché quando porto l’ombrello non piove?

L’equità è oggettiva?
Se abbiamo un totale di 50 persone,
di cui 45 trovano giusta una certa decisione X
mentre le restanti 5 persone la trovano iniqua,
è possibile che le 45 si sbaglino?
Poniamo il caso che l’equità sia oggettiva,
e diciamo che oggettivamente la decisione X è ingiusta:
allora è preferibile lasciare X così com’è per far contenta la maggioranza,
o far valere la giustizia?

Come è possibile che Glee abbia così tanto successo?

Se cade il governo,
è etico ubriacarsi per tre giorni di fila,
nonostante la consapevolezza che… rivincerà anche la prossima volta?

1 commento
  1. Niko46
    Niko46 dice:

    Se non esistessero i provocatori non esisterebbero i dibattiti, e se non esistessero i dibattiti non esisterebbe la società moderna…il fatto poi che i provocatori di oggi sparino cazzate è solo una triste conseguenza del degrado stesso della società…non saper cosa dire alle volte può essere rappresentabile come un'emozione tanto forte da non far "carburare" correttamente il cervello non consentendogli di trovare i giusti vocaboli (ipotesi, eh!); non aver niente da dire può significare semplicemente che l'idiota che si ha davanti non merita nemmeno una parola, ne di conforto ne di offesa… come può voler dire che si è stanchi di ripetere continuamente le stesse cose, con la conclusione che non si sa più come argomentare la propria opinione…non ti dovresti chiedere perché non piove quando porti l'ombrello, ma perché piove – sistematicamente – quando non lo porti…l'equità è un fatto tanto oggettivo, quanto soggettivo: un uomo ha ucciso una persona senza che lo stesso venga scoperto, per un fortuito caso del destino (per non dire, magari, vendetta personale indiretta), lo stesso perde tutti i suoi parenti più cari nell'arco di poco tempo rimanendo completamente solo, la giustizia in questo caso è stata "ingiusta" (dato che non è stato legalmente punito) ma ha ricevuto una "punizione" equa…nel gioco delle maggioranze non ha importanza il giusto o sbagliato "oggettivo" giacché l'oggettività è data non dal pensiero personale ma da quello collettivo, l'equità sta nell'evoluzione degli eventi: se la maggioranza (45) ha scelto x, che si rivela essere, per una qualche motivazione, ingiusta (per quale? motivazione legale? etica? finanziaria? religiosa?), allora la stessa maggioranza subirà gli effetti negativa della propria scelta, nessuno a lungo termine ha sempre goduto appieno di tutte le sue scelte, se queste erano effettivamente sbagliate… di conseguenza, la giustizia si farà valere con la ragione, oltre ai convintissimi, chi determina la maggioranza è chi valuta l'operato della sua scelta, e se lo valuta insufficiente allora vota l'altro, facendo, stavolta, vincere questa ipotetica giustizia che, però diverrebbe automaticamente l'ingiustizia dei vinti per altri motivi sicuramente altrettanto validi…in ultimo, non è etico ubriacarsi a prescindere… soprattutto perché non ne vale la pena, e non ne ricavi alcun guadagno rovinandoti il fegato per poi vedere qualcuno che potrebbe anche fare di peggio… basta un "alla salute", bersi un buon bicchiere di Dom Pérignon e aspettare i risultati delle elezioni… punto e basta…

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