La Regina Zabo

Ci siamo, ho capito cosa non quadra in lei. Era una creatura sensibile un tempo, la Regina Zabo, una ragazzina che soffriva dei mali dell’intera umanità. Un’adolescente tormentata o qualcosa del genere. Enigmatica portatrice del dolore di esistere. Quando il tormento è diventato un calvario, e dopo innumerevoli esitazioni, è andata a bussare alla porta dello strizzacervelli alla moda. Quello, l’Ascoltatore, ha subito capito che era la troppa umanità a disturbare quella bambina vispa, e pazientemente, lettino dopo lettino, gliel’ha estirpata fino all’ultima radice, e al suo posto ha impiantato il sociale. Ecco cos’è, la Regina Zabo. Un’analisi riuscita: quando mangia, solo la testa ne trae profitto. Il resto non segue. Ne ho incontrati altri, si somigliano tutti.



Stasera ho finito di leggere Il paradiso degli orchi, di Daniel Pennac. Un capolavoro di ironia e originalità che consiglio veramente a chiunque voglia passare delle ore in compagnia di pagine leggere ma di qualità. 
Ho riportato la descrizione della Regina Zabo (che in realtà è solo il nomignolo che il protagonista affibbia alla spietata direttrice di una casa editrice) non perché fosse particolarmente importante; semmai perché ho avuto modo, proprio in questi giorni, di notare anch’io come chi ha la colpa di possedere troppa umanità, poi a poco a poco riesca a trasformarla in freddo raziocinio. E mi sono chiesto: è davvero l’unico modo per sopravvivere? In un mondo dove homo homini lupus sembra essere la regola più importante, l’unico modo di andare avanti per le persone che per loro natura non sarebbero sottomesse a tale massima è proprio adattarsi alla massima stessa.

Anch’io mi colloco tra coloro a cui non piace questo desiderio barra bisogno di sopraffazione. Non è presunzione. Ora come ora, la definirei più “sfortuna”. Ad ogni modo, se si può scegliere devo farlo adesso. Mi piegherò alla legge secondo cui vince più forte, o lotterò per trovare alternative più congeniali alla mia natura da ingenuo pacioccone? 

(questa cosa dell’ingenuo pacioccone dovrò poi ricordarmela prima di sfarmi di Long Island, però. Non sono molto credibile, con l’occhio penzolone. L’alcool mina alla mia reputazione!)

Sono una potenziale Regina Zabo. E la cosa mi terrorizza.

2 commenti
  1. Tiz
    Tiz dice:

    Scoprirai un sacco di cose interessanti sulla Regina Zabo nel terzo libro della saga dei Malausséne. E ti accorgerai davvero di che tipo di persona essa sia. Non affrettarti in giudizi, perciò. Potresti sorprenderti 😉

    Rispondi

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