Syntactic Sugar Awards

Signore e signori – e troiai vari – buonasera, e benvenuti alla prima edizione dei Syntactic Sugar Awards, la manifestazione più   /* inserire qui un superlativo a scelta, tanto nessuno ci fa mai caso */   del mondo! Stiamo per premiare tutto quello che più ha caratterizzato la mia estate. Estate che sta finendo: ormai dobbiamo accettarlo, e se non lo vogliamo accettare ci pensa il diluvio che mi sta precipitando addosso in questo momento a imporci questa triste consapevolezza. 

Non starei a perdere tempo con ulteriori preamboli, perché si sa che mi piacciono le premesse, e quando comincio poi non finisco più. Ad esempio, questo di adesso è un paragrafetto pretenzioso e totalmente inutile, che chiunque avrebbe evitato, ma quando ho una tastiera sotto le dita inizio a sragionare e non la smetto finché le mani non si sono sfogate sui tastini. Ecco, dovrebbero avere finito, così ho modo di introdurvi a quello che è il succo di questo post.




Cominciamo col premio per il gruppo rivelazione dell’estate 2010, che va ai…
(rullo di tamburi, le luci che calano, pubblico col fiato sospeso, occhi sgranati, gole trepidanti e pronte a scoppiare qualunque sia il vincitore, puntini puntini che fanno sempre molta scena… … … …)

BASEBALLS
(link)

Con le loro rivisitazioni in chave rock&roll delle canzoni pop moderne conquistano il titolo e si guadagnano un posto nelle mie speranze: si spera che cambino un po’ genere e che sappiano sfruttare la novità che hanno reinventato per non annoiare il pubblico.




Il premio per la canzone più ripetitiva e alienante e “che dopo un po’ non ne puoi più” dell’estate 2010 va a…
(No, ho appena deciso che questa parentesi di suspense non la metterò più, è troppo difficile inventarsi una frase per tutte le volte!)

WAKA WAKA (e relativo balletto)(link)

Shakira guadagna questo ambito premio grazie sopratutto alla particolare coreografia che ha ammorbato l’estate. La prova schiacciante del virus Waka Waka (pare che la prossima influenza autunnale si chiamerà così) è costituita dal fatto che persino io sono riuscito ad imparare una bozza di ritornello – che peraltro sfoggio con orgoglio ai profani.

Il premio per la bevuta migliore dell’estate 2010 va, senza la benché minima ombra di dubbio, al…
(Ovviamente il premio è stato deciso dopo un’attenta valutazione, sia ben chiaro. Amiamo fare le cose per bene, qui a Zucchero Sintattico! Niente favoritismi o che, ecco.)

LONG ISLAND ICED TEA
(link)

che è stato la principale causa delle figure di merda, degli sfoghi, dei pianti, delle litigate, delle risate e dei divertimenti migliori di quest’estate. 




Il premio per la figura di merda più esilarante va a…
(evitare ogni genere di commento)

“Scusa ce l’hai l’appuntalapis?
No? E se con ‘appuntalapis’ io intendessi
il tuo numero di telefono?”
(niente link qui, grazie.)

Bene. Passerei subito al prossimo premio, mh?




Che è il premio per la canzone più sensuale barra erotica dell’estate 2010. Esso spetta di diritto a…

STRAIGHT TO… NUMBER ONE
(link, scusate per il video patetico, non credo esista quello ufficiale)

Una scoperta di Giugno, anche se ho dovuto faticare fino ad Agosto per riuscire a risalire al titolo, e soprattutto al gruppo, i Touch and Go. Credo che assieme alla barretta di cioccolato al peperoncino costituisca uno dei migliori afrodisiaci in circolazione.

Il premio per il piatto migliore dell’estate 2010 va a…

ANATRA ALL’ANANAS
(link)

che ho avuto il piacere di gustare in un ristorante cinese, appena prima di sapere che magiare al cinese è una cosa che non si può fare troppo spesso. C’ho pianto, credo. Non ricordo bene.

Il premio per la cosa più bella dell’estate 2010, che è anche la cosa più bella delle estati prima di questa, e per le estati dopo questa, e per tutte le stagioni dell’anno, e luoghi della Terra, e Sistema Solare, e Galassia, e universo sconfinato va a…

I MIEI AMICI

Quelli che ci sono sempre stati, e quelli che ci sono ora, e quelli che ci sono stempre stati e ci sono ancora. Quelli che ti telefonano per aggiornarti delle cazzate, e quelli che per ora sono solo una scritta viola su uno schermo. Quelli che rivedi dopo tanto tempo, e quasi non ti riconoscono per il nuovo taglio di capelli, e che poi ti saltano addosso tutti contenti. Quelli che studiano con te, anche se studiano cose completamente diverse. Quelli che per farti dimenticare arrivano a farti male, e quelli che ti buttano addosso a ogni singola persona della discoteca per vedere se lo scontro fa nascere qualcosa di bello (o anche solo una botta e via!). Quelli che ti scrivono le mail piene di stupidate, che ti chiamano per un gelato, che ti mandano un sms per lamentarsi del ragazzo in ritardo, che hanno riso con te in vacanza, che fanno finta di essere i tuoi genitori, che ti abbracciano alla sprovvista, che anche un esame di fotografia può essere un pretesto per vedersi, che “mi sentono vicino e non sanno perché”. Quelli nuovi, che però riescono ad aprirsi subito, e quelli che conosci da una vita e che ancora non hanno la stessa confidenza, ma vuoi loro lo stesso un gran bene. Quelli che ti portano a bere e che poi ti tolgono il bicchiere dalle mani. Quelli che credono in Dio, quelli che non ci credono, ed entrambe le categorie comunque credono in te. Quelli che non mi perdoneranno mai questo adolescenziale ma necessario bisogno di retorica, e quelli che invece lo apprezzeranno. I miei migliori amici, che sanno perfettamente che tutto questo scritto non è solo per evitare un’oretta di studio, ma è anche una scusa per dirglielo, che gli voglio bene

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