Parentesi di me

Credo sia giunto il momento di riprendere questo blog tra le dita. Gli ultimi interventi non sono stati molto sostanziosi. Una o due foto. Una canzone, qualche riga. Decisamente insufficiente. Insufficiente per me, intendo. Oh, sì, è una critica puramente autoriferita, la mia. Difatti, come posso alimentare il mio ego e gonfiarlo fino a fargli assumere dimensioni spropositate se non mi bulleggio un po’ sul blog personale?
(Parentesi numero uno. “Bulleggiare” è un verbo entrato nel mio vocabolario solo recentemente – e detto tra noi la mia speranza è che ci esca nel giro di poco tempo. Se fosse questa l’ultima volta che lo uso sarei felice. Okay, no, non sarei felice, però leggermente più sollevato sì. Diciamo più sollevato del 5%. Toh, buttalo via, il 5%. Cosa cazzo sto scrivendo? Parentesi, chiuditi!)
(Ehi, obbedienti queste parentesi! Non le ricordavo così docili. Questa era la parentesi numero due)
(Ci ho preso gusto. Squadra che vince non si cambia. Ma che c’entra? Nulla. Era per dire che ora m’è presa la fissa di numerare le parentesi. Questa che si sta per chiudere è la terza)

Abbiamo finito di scrivere stronzate dentro le parentesi?! Come se non avesse valore quel che viene scritto all’interno di una parentesi. MAGARI! Tutte le date di storia che il prof voleva sapere nei compiti… Che poi basta scriverle su un bigliettino e il gioco è fatto. Non che io usassi i bigliettini eh, noooooooo! Lo dicevo così. 
Ma torniamo a noi – o meglio: a me, non dimentichiamoci che questo blog è quasi completamente alecentrico. Dunque, stavo facendo finta di scusarmi per la mia prolungata assenza. In realtà è tutto un trucco per parlare di me, e siccome sono abbastanza presuntuoso da credere che la cosa possa interessare a qualcuno, penso che lo farò. Parlerò di me.

(Parentesi numero quattro: uoooooooooo che novità, parli di te! … … … Ora, diciamoci la verità, qui non serviva una parentesi. E’ l’estetica che lo chiedeva. Ci stava bene, dai. Ora però può anche finire, grazie)

Prima di essere interrotto (sta cominciando a essere irritante ‘sta storia delle parentesi, comunque) stavo scrivendo qualcosa di me. E’ mia intenzione raccontarvi in poche righe ciò che mi è accaduto durante questa assenza. O, più che altro, ciò che mi ricordo. Come sapete ho una memoria piuttosto scarsa. Un informatico direbbe che la mia cache ha pochi e malfunzionanti registri associativi ma, poiché non sono un informatico, io non lo dirò. Ad ogni modo, se non vi interessa un’emerita sembola delle cose mie, siete liberi di chiudere il blog e io giuro che non me la prenderò. Ma vi avviso che potreste rischiare di perdervi un’altra delle mie esilaranti parentesi. Uao, capite che rimpianti?

Penso che il primo argomento spetti al teatro. Con mio gran disappunto, mi piace. Ho una piccolissima parte in una commedia che verrà messa in scena ad Aprile, e nonostante il mio ruolo non sia molto importante sono state comunque necessarie molte molte prove.
Inoltre ho seguito un corso di teatro sociale che si basava sulla tecnica del playback theatre. Non è molto praticato in Italia, comunque io consiglio di provare a tutti quelli che ne avranno l’occasione. All’inizio ti senti veramente ridicolo e a disagio. Ti fanno fare cose assurde (tipo fare finta di essere alberi volanti, per citarne una). Poi, però, qualcosa in cambio ti arriva. E cioè la consapevolezza che siamo tutti ridicoli, e quindi tanto vale essere chi si è. Potrei scrivere del playback theatre per tutto il post, ma lo farò un altro giorno: the show must go on (non c’incastra niente, m’è venuto così…).
Con la musica non sono andato molto avanti. Ho riscoperto il Sussidiario illustrato della giovinezza dei Baustelle, ed è la mia nuova droga. Tra parentesi, domani esce il nuovo singolo dei Baustelle. Se sarà una delusione mi impicco al Dipartimento di Matematica. 

(Parentesi numero cinque. E’ necessario specificare perché proprio al Dipartimento di Matematica. Semplicissimo: l’edificio si affaccia su una strada lunghissima. Quindi il mio corpo inerte e strafigo – poiché ovviamente mi suiciderò in camicia – sarà visibile a tutta la via. Con un binocolo, magari)

Altra musica? Bennato, Subsonica, qualcosa di Carmen Consoli e dei Muse, Perigeo (questi non li conoscete eh… perlina di Ale!), e da pochi giorni gli Who, che stanno facendo da colonna sonora a questo post (leggasi: scarico tutta la colpa a loro). 
Casa mia ormai è a posto. Più o meno, ecco. Okay, io dormo sempre su dai nonni, ma il mio nuovo letto dovrebbe arrivare a giorni. Me lo ripetono sempre, che “il mio nuovo letto dovrebbe arrivare a giorni”. Sono circa tre settimane che questi “giorni” non “arrivano”, però.
Ambito accademico: una nuova sensazionale scoperta. Non so programmare. Yuppi! In realtà la cosa più simpatica è che ho iniziato ad andare in facoltà con le lenti a contatto, con conseguente mal di testa causato dalla scarsa abitudine di portarle per tante ore di fila.
Domenica scorsa sono stato a vedere Alice in Wonderland. Non vi nascondo che mi fa una rabbia immensa sapere che quello che è uno dei miei libri preferiti adesso sarà sulla bocca di tutta l’imbecillità facebookiana, solo perché Tim Burton l’ha voluto rappresentare (a mio avviso distorcendo “un attimino” l’impronta Carrolliana, ma riuscendo comunque a creare una pellicola pazza, visionaria e per nulla deludente).

Direi che a questo punto posso omettere tutti i particolari poco piacevoli di questo mese. Questo per evitare di rendere il post chilometrico, dato che vedo che già così mi sembra piuttosto lungo. Inoltre, ho scritto questo papiello con l’egoistica intenzione di mettermi allegria. Non vorrei rovinare tutto parlando di cose sconvenienti!

Vi volevo lasciare con una frase epica. Un finale magnetico, non so. Mi butto sul drammatico:

I’m back, blog. 

Che ne dite? Sufficientemente ridicolo? Massì, massì.

5 commenti
  1. Filippo
    Filippo dice:

    Se non ci fossi tu a metterci un po' di allegria, Ale, come faremmo?Dovremmo dedicarci alle banane nelle orecchie…Cheers!F.ps: se servono ripetizioni di programmazione fa' pure un fischio….. magari qualcuno che te le dà lo trovo u.u°

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  2. Zeppo
    Zeppo dice:

    Accidenti…non solo hai scritto nove lettere in inglese sul mio blog in una risposta, ma hai osato scriverne anche qui! Sacrilegio!Comunque ti sei perso col conto delle parentesi. Quella che chiami "numero cinque" forse era tipo l'ottava. Volevi imbrogliare i tuoi lettori?

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  3. Ale
    Ale dice:

    Che belli i miei commentatori! *_*@Fil. Quella delle banane nelle orecchie e' un'attivita' considerevole.@Zeppo. Nooooo, non intendevo le parentesi in mezzo ai discorsi, bensi' quelle tra un paragrafo e l'altro! :)Piuttosto, la lezione di Architettura degli Elaboratori di stamani mi ha ricordato che non e' la cache che contiene i registri associativi, ma la MMU. L'avevo detto che non sono un informatico…

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  4. Serena
    Serena dice:

    ale ale..mi fai tanto ridere 🙂 e io che volevo mi insegnassi tu a programmare 🙂 va beh me la caverò proprio come ho sempre fatto..poi mi rialzerò ammaccato, non distrutto..basterà una settimana a letto..via la smetto con questa canzone di max pezzali..baci

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