L’idea


Grazie. No, sul serio: grazie. Se avete deciso di darmi una possibilità nonostante il titolo che rimanda a un iperuranio platonico e nonostante abbiate esperienza di cosa succede quando mi metto a parlare di filosofia (vedi ultimo post), significa che avete fegato e magnanimità. Oppure che siete semplicemente degli sprovveduti che amano il rischio. Un po’ come quelli che attraversano la strada a un metro da Porta sant’Anna. Vezio li chiama “idioti”; anch’io uso lo stesso epiteto, tranne quando sono in vena di carinerie come adesso, momenti in cui uso l’espressione “sprovveduti che amano il rischio”. Affettuosamente, sia chiaro.

Ad ogni modo, qualsiasi sia il motivo che vi ha spinto a leggere queste prime righe, vi è andata bene. Non parlerò di filosofia. O meglio, non direttamente (perché si sa, la filosofia è ovunque!). Parlerò dell’idea, e dell’importanza di averla per primi. Perché è importante avere un’idea per primi, oppure averla nel momento giusto.

Esempio. John Cage era un musicista statunitense. Tra le sue opere, nel 1952 ne scrisse una, chiamata 4’33”, per qualsiasi strumento. Il pezzo consiste nel non suonare lo strumento per 4 minuti e 33 secondi. Questo brano in realtà ha profondi significati filosofici di cui io ho promesso di non parlare (comunque se siete curiosi potete leggerli su Wikipedia). Ma più che parlare dell’opera in sé, mi interessava dire che… se un qualsiasi cantante barra musicista barra deficiente, OGGI, pensasse di incidere un brano come questo, verrebbe altamente e immediatamente spernacchiato da tutti. Perché? Perché ci ha già pensato Cage! Se lo rifai tu non vale! E’ lui che ha avuto l’idea per primo. Lo stesso vale per ogni altra opera artistica del mondo, credo.

Al giorno d’oggi non è difficile procurarsi i mezzi per copiare un oggetto. Con un minimo di capacità, posso scrivere un libro copiandone un altro. Posso riprodurre fedelmente qualsiasi quadro del mondo. Posso fare la cover di qualsiasi canzone del mondo (beh, non io io, ma qualcuno dotato di una voce ascoltabile o cdell’abilità di suonare uno strumento potrebbe). Ma questo sarebbe – ovviamente, e per fortuna – plagio.

Ma se io – senza sapere di Cage – pensassi a una cosa analoga a 4’33”? Se io non conoscessi la trama dei Promessi Sposi e scrivessi una storia dagli stessi sviluppi? Se mi venisse in mente di scolpire qualcosa in grado di suscitare la stessa intensità emotiva della Pietà, pur non avendo mai visto l’originale e non avendo mai sentito parlare di Michelangelo? 

Beh, intanto rassicuro tutti che al massimo sarei in grado di costruire un pesce di pongo. Comunque, è chiaro che sarebbe plagio lo stesso. Ma con la differenza dell’assenza di malafede. Non che mi interessino le implicazioni legali del plagio, o la sua definizione in termini giuridici. Però la conclusione a cui umilmente riesco a giungere è che se vuoi far conoscere al mondo la tua arte, bisogna che ti sbrighi. Il successo è condizionato da due variabili: che tu sia il primo ad aver avuto quell’idea; e che quell’idea ti sia venuta nel momento giusto (ce lo volevo vedere un Cage nel Medioevo a proporre un pezzo muto. Sarebbe stato BRUCIATO in 4 minuti e 33 secondi, altro che…).

Tutto questo per dire che adesso siete qui a leggere le mie cazzate. Invece dovreste impiegare il vostro tempo per pensare e produrre la vostra idea. Prima che sia il vostro vicino di casa ad averla. 
3 commenti
  1. Zeppo
    Zeppo dice:

    La cosa divertente è che, a volte, è proprio "perdendo tempo" che ci si ferma a pensare ad alcune cose. Roba che altrimenti non faresti.Ad ogni modo, fortunatamente al mondo esistono i sinonimi. Anche le idee ne hanno, senza che divengano per forza plagi!P.S.: Niente Saw 3 per questa sera. Non preoccuparti, non ti sei perso nulla!

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  2. Niko46
    Niko46 dice:

    Un po' di storia (anch'io preferisco non parlare di filosofia, perché dopo le prime tre righe mi perderei nelle mie castronerie e nelle mie "escursioni" sugli specchi…): al tempo degli illuministi, poco dopo l'inizio dell'età moderna, serpeggiava in molte persone un dubbio, un quesito che nell'era precedente, il medioevo, nessuno si era mai posto: perché gli antichi ci sono superiori? perché l'unica cosa che possiamo fare è imparare da loro? Ci furono diverse risposte, ma quella che dette inizio all'illuminismo, fu quella (guarda un po') più apprezzata: loro non ci sono superiori, sono "solo" arrivati prima. Con questo giunsero alla conclusione che loro, non solo non erano inferiori ai loro antenati ma potevano essergli addirittura superiori, capirono che l'idea non deve nascere dal nulla, ma si può "generare" da conoscenze già acquisite; compresero che loro, se portati indietro nel tempo, avrebbero avuto gli stessi mezzi dei loro antenati per avere le loro stesse idee… quindi bastava "semplicemente" capire ciò che avevano scoperto gli avi e poi andare avanti con le proprie gambe. Ti chiederai "si, ok, ma che c'entra?": niente, solo che mi andava di fare il "colto" ^^"Bye

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