• L’insostenibile leggerezza di eliminare da Facebook

12 OTTOBRE 2017
Cose che penso

Ieri ho eliminato un mio amico da Facebook.

Non l’ho solo nascosto, l’ho proprio eliminato. L’opzione di nascondere soltanto l’ho utilizzata più di frequente, magari con i compagni di classe delle superiori che sono diventati fascisti (provo una vergogna indicibile se ripenso a tutti i compiti che vi ho passato, e infatti faccio un appello ai secchioni di sinistra: NON PASSATE I COMPITI AI FASCISTI, non se li meritano), oppure con quelli che parlano sempre e solo di calcio (scusate, ma proprio non mi interessa, però vi voglio bene e non rimpiango tutte le risposte sussurrate che non avreste mai azzeccato da soli perché invece che studiare giocavate al fantacalcio).

Invece, quello di ieri l’ho proprio eliminato. Significa che se voglio vedergli il profilo dovrò richiedergli di nuovo l’amicizia.

Non lo conoscevo, non l’avevo mai visto dal vivo ed ero in disaccordo su praticamente qualsiasi cosa scrivesse. È un giornalista radical chic che scrive per una di quelle riviste radical chic che sono considerate intelligenti solo perché vanno in controtendenza rispetto all’opinione comune (cioè come fanno i radical chic di oggi). Ieri, dopo tanto tempo che lo vedevo comparire sul mio schermo con le sue provocazioni irritanti e immotivate, ho deciso di toglierlo.

Oggi non fa più parte della mia vita, ed è bellissimo. Perché devo vedere quello che fa una persona che nemmeno conosco e contemporaneamente detesto? Era un continuo pubblicare frasi e foto che dimostravano, senza dirlo esplicitamente, quanto la sua vita fosse piena di cose belle e fighe ed eccezionali. Se avessi in ufficio una persona del genere, o nella cerchia dei miei amici, la eviterei; quindi perché non fare il grande sforzo di evitarla anche nella vita virtuale?

Immagino che anche il resto delle persone faccia anche la gente con me. Nel senso: non credo che se uno mi ritiene un imbecille venga di proposito a leggersi Zucchero Sintattico. O meglio: se qualcuno mi ritiene un imbecille, gli consiglio caldamente di non leggermi, perché farlo gli farebbe provare tutta una gamma di spiacevoli sensazioni negative, dalla rabbia all’invidia, che sommate agli scazzi quotidiani rendono peggiori le giornate. Invece, il mio obiettivo per quest’anno è diventare una di quelle persone che non invidiano. Che io invidio.

Io invidio le persone che non invidiano, perché sono belle persone. Per diventare come loro devo circondarmi di persone che credono in me e che non praticano questa perversione social del far vedere quanto sono belli e bravi. I feticisti dell’ego, i maestri dell’autofellatio mentale, li eliminerò uno a uno, come quei peletti sparuti che crescono sulla schiena.

Come ho fatto con quello che ho eliminato ieri. Lentamente, godendomi ogni passaggio della procedura. Il tasto Rimuovi è un piatto che va consumato caldo.

Roba affine

3 commenti
  1. Don Gecewicz
    Don Gecewicz dice:

    Bravo. I social media sono un catastrofe. Non creano una società. Invece, sono diventati, in parecchi anni, i forum per impulsi di asserirsi. Ma dopo dieci mila asserzioni di conformismo…

    Rispondi
  2. Luca
    Luca dice:

    Ciao, dopo la lettura di alcuni tuoi articoli stavo per chiederti l’amicizia su fb. Poi ho letto questo e ho desistito: mi riconosco tra coloro che invidiano… soprattutto chi può scrivere «peletti “sparuti” sulla schiena».
    Tanta invidia, in effetti.
    Comunque complimenti per il blog: stile accattivante da leggere e bella grafica (y)

    Rispondi
    • Zucchero Sintattico
      Zucchero Sintattico dice:

      Ahahaha! Ma ti ringrazio, sia per i complimenti sia per l’invidia (al giorno d’oggi è una materia preziosa, a quanto pare!)
      Ti aspetto su Facebook, adoro essere invidiato…

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