Mr Pinco Pop e l’esistenza

Ho un orsetto di peluche che si chiama Mr Pinco Pop.
Ieri, io e lui abbiamo parlato dell’esistenza.
Prima di spiegarvi la filosofia di Mr Pinco Pop, vi descrivo come è fatto: è un orsetto dal musino tenero, alto quanto una mia mano aperta, quindi una quindicina di centimetri, o forse poco più perché io ho le dita da pianista. La sua caratteristica principale riguarda la sua colorazione che riprende la bandiera arcobaleno, quindi dalla testa ai piedi (è un orsetto antropomorfo, non ha quattro zampe bensì due piedini e due manine) è diviso in sei fasce, ognuna per i sei colori della bandiera. Non si può dire che sia l’orsetto più intelligente del mondo, ma è sveglio e ha un senso critico molto sviluppato. Non capisce mai il sarcasmo, ma ha un cuore d’oro. È nato quando un unicorno ha incontrato la Cattiveria: l’unicorno ha vomitato, e dal suo vomito ha avuto origine Mr Pinco Pop. Un giorno, magari, vi racconterò anche questa storia.
Ieri Mr Pinco Pop era in vena di fare filosofia. Mi ha detto che gli orsetti si dividono in due categorie: quelli a cui va sempre tutto bene e quelli a cui va sempre tutto male. Non ha ancora capito se è una legge che dipende in qualche modo dalla fortuna. Poi, sottovoce, ha aggiunto che si vergogna a parlare di fortuna, perché nella città degli orsetti chi si sente sfortunato viene svalutato ancora di più. La fortuna esiste, è solo una delle due facce del caso, ha detto. Mr Pinco Pop ieri mi ha spiegato che ci sono gli orsetti a cui va tutto bene e gli orsetti a cui va tutto male, e non c’entra proprio un bel niente il talento o la bravura o la determinazione. Ha detto esattamente così, “non c’entra proprio un bel niente”. Ci sono gli orsetti che non devono muovere un muscolo perché comunque capitano al posto giusto e al momento giusto, e ci sono anche gli orsetti che ci nascono, al posto giusto e al momento giusto. L’altra categoria è quella formata dagli orsetti che possono impegnarsi quanto vogliono, possono essere bravi, e buoni, e prendere tutti i trenta e lode che vogliono, e sperare sempre e non arrendersi mai, ma non riusciranno mai a trovarsi al posto giusto e al momento giusto. A volte gli andrà anche peggio. Nella città degli orsetti aleggia perfino la leggenda che la ragione di questa sfortuna parta proprio dal fatto che sono gli orsetti a cui va tutto male a non impegnarsi a sufficienza. Mr Pinco Pop non ci crede, però. Sostiene che gli orsetti a cui va tutto bene abbiano messo in giro questa voce per non far attribuire il loro successo soltanto al caso propizio. 
Poi ho detto qualcosa io, perché non è che nelle conversazioni tra me e Mr Pinco Pop parla solo Mr Pinco Pop, altrimenti sarebbe un monologo, anche se un monologo molto avvincente. Gli ho detto che è molto dolce a volermi consolare, perché lo so che mi dice tutte quelle cose solo perché crede che se io fossi un orsetto sarei uno di quelli a cui va tutto male, ma gli ho detto anche che non occorre. Se sei un orsetto triste, ciò che ti può far stare meglio è il fatto di poter contare su quel coraggio che si legge negli occhi di una faccetta tenera come la sua.

5 commenti
  1. La Princess S.
    La Princess S. dice:

    Io sono un fottuto orsetto triste e sfigatissimo. Spesso mi sono ritrovata a pensare che se smettessi di essere sempre così precisa, carina e professionale, se smettessi di impegnarmi così tanto in tutto quel che faccio, dal lavoro alle relazioni, magari mi arriverebbe una sana botta de culo. Il tuo Mr Pinco Pop è assai saggio, il mio cane invece non dice mai nulla d'intelligente e la gatta graffia e basta. Povera me! 😀

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