Regina Padre

– Parigi duemilaTredici –
#7

Sì, questo è il post che parla di Queen Father, uno dei miei blogger preferiti.
Ora, tanto per fare un dispetto a tutte le sue fan psicopatiche che da due settimane mi assillano con richieste di narrar loro il nostro incontro, e tanto per fare un dispetto anche al mio amico che non vedevo da un mese che la prima cosa che mi chiede su Parigi è stata Ma davvero hai visto Queen Father?!, brutta troia guarda che esisto anch’io, ecco, tanto per fare un dispetto a tutte queste persone, adesso farò una piccola premessa. A Parigi non cercavo risposte, solo suggerimenti. Spero che quelli che ho riportato in questi post vi siano piaciuti: per me raccontarveli è stato strano, perché di solito sono molto meno intimo nello scrivere i post sul blog e filtro i pensieri con un po’ di fantasia.
Ma veniamo a Queen Father: non vi racconterò di quello di cui abbiamo parlato, perché insomma saranno anche cazzi nostri. Non era un’intervista ad una celebrità, era un incontro con una persona della blogosfera che stimo. Tra l’altro sono arrivato con svariati minuti di ritardo perché era il giorno del checkout e non si chiudeva il divano letto, tra l’altro poi la padrona di casa nippofrancese ha creduto che lo avessimo rotto, tra l’altro voleva farci pagare 85 euro per un divano letto non rotto che tra l’altro varrà 12 euro, brutta deficiente nippofrancese non ci torno più nel tuo appartamentino con le docce accanto al piano cottura.
Queen Father è una persona meravigliosa. Quando leggi il suo blog, hai l’impressione che sia simpaticissimo, affettuoso e che abbia uno spirito critico intelligente. E sì, è così davvero, ma c’è un’altra cosa che mi ha colpito, e cioè che è davvero un padre, che il suo sguardo giovane è lo sguardo di un padre. In uno Starbucks di Parigi abbiamo parlato di Londra (e di Italia, e di Real Time, e di zie squartate, e di amore, e di vita, e di priorità, e di altre scemate). Se davvero i gay, superati i Quaranta, li mettono tutti su un’isola a uccidersi l’un l’altro per il mascara, forse lui riuscirà a scampare da questa triste sorte.
Ah, ho il suo numero di telefono. Rosicate, fan psicopatiche, rosicate.

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13 commenti
  1. Gabri
    Gabri dice:

    Anche a me il suo blog piace molto e trovo che sia una persona intelligente, nel senso più vero del termine (troppo spesso abusato). E trovo che lo sia anche tu ed è per questo che mi piace anche quello che scrivi e come lo scrivi 🙂 C'è un delizioso gusto del "sono come sono", al diavolo se ti piaccio o no ;D

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  2. Rabb-it
    Rabb-it dice:

    Ma no, io quando ho scritto… altrove, che aspettavo il post numero sette su Parigi era solo perché detesto le fiabe e volevo levarmi di torno disney. :-POh, non dicevi a me? Meglio!^_^Fortuna che da me oggi piove, almeno la coda di paglia non brucerà troppo. 😀

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  3. Ale [Tredici]
    Ale [Tredici] dice:

    @ Gabri : grazie mille ^_^ Concordo anche con il fatto che il termine intelligente è abusato… @ The Queen Father: e che io no? 🙂 @ The Mist : te lo consiglio caldamente! @ Patalice: ahahah macché 🙂 Però sei un amore! @ Misantrophia : che sia il caso di organizzare un blograduno? 😀 @ Rabbit: ahah, esatto, non dicevo a te. Ah, ho appena deciso che tutte le volte che mi riferirò a te non metterò il trattino tra "rabb" e "it", che mi fa fatica! 🙂 Per farti perdonare della coda di paglia ♥ @ Doctor Ci. : vero! ♥ @ xanthippe : c'è la conferma del Queen Father! ç_ç Vorrà dire che dovremo reincontrarci per fare la foto! @ Baol : Ora i nostri blog sono connessi 🙂

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