Bibo ergo sum

( chi mi dirà buonanotte stanotte mio Dio?
la notte le stelle la luna, o forse io )

C’è una cosa che ci accomuna agli spagnoli più dell’usare il “sì” come affermazione e venerare Raffaella Carrà qualunque cosa faccia, ed è la furbizia con cui si cerca di fregare il turista. Nelle cittadine iberiche, per esempio, ci si trova spesso ad ordinare una jarra de sangria, e a vederci portare in tavola quella che al massimo è una jarra de brodaglias con un pochito de fruttas dentro.
Eppure siamo contenti. Il liquido rossastro che non è sangria ci è presentato come sangria e tanto basta per deglutirla con passione, pasteggiarci e magari ordinarne un’altra jarra. Perché? Dovresti perplimerti così come ti perplimeresti se al ristorante ti portassero gli spaghetti al posto delle tagliatelle, o se tua suocera facesse il pesto senza pinoli, o se trovassi lo champagne dentro la bottiglia dello spumante. Non è la stessa cosa, non ha la stessa forma, e nemmeno lo stesso sapore.
È che le persone bevono quello che credono di bere. E mangiano quello che credono di mangiare, e vedono quello che credono di vedere, e sentono quello che credono di sentire, e vivono quello che credono di vivere.
E forse è un peccato, perché se bevessimo quello che davvero beviamo, e mangiassimo quello che davvero mangiamo, e vedessimo quello che davvero vediamo, e sentissimo quello che davvero sentiamo, e se vivessimo quello che davvero viviamo, avremmo un mondo con meno illusioni.
__________________________________________________
[ articolo pubblicato su Maintenant
testata on-line che ho conosciuto per caso 
e per fortuna 
e che consiglio a tutti. 
Il link dell’articolo originale è questo
mentre quello del sito è questo ]
9 commenti
  1. gattonero
    gattonero dice:

    Qualcosa deve essere cambiato, dal 1967 in qua: subito oltre Barcellona, in un alberghetto delizioso, la sangria era sangria, la paella era paella e pure abbondante nelle due versioni. Il ricordo più bello era il caffé corretto, in bicchiere (di vetro, quelli di carta non c'erano proprio): chiedevamo la correzione con Carlos Primero o Fundador, e il caffé lo si indovinava dal colore, il resto tutto brandy.Bei tempi…(A me, di trovare lo champagne in una bottiglia di spumante non è mai capitato; dovesse mai, di certo non mi lamenterei).Ciao.

    Rispondi
  2. Niko46
    Niko46 dice:

    Francamente se a me non viene portato quello che ho chiesto (perché chiedo quasi sempre roba che conosco) io m'incazzo di brutto, altro che gustare perché "loro" han detto che è quello che ho chiesto io… Sono un cliente estremamente fastidioso in questo senso XD

    Rispondi
  3. El_Gae
    El_Gae dice:

    Ma in realtà tu bevi qualcosa e questa è un'esperienza. da cosa puoi capire che la tua sangrìa non è sangrìa? Dal confronto con altre persone o con altre sangrìe. In entrambi i casi vale la pena. Secondo me l'importante è non dare mai troppo per scontato che la propria esperienza sia l'unica di valida.

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Rispondi a gattonero Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.