Anima Mentalmente Ynstabile

La morte di Amy Winehouse ha avuto un piccolo effetto positivo: farmi venire a conoscenza di questa canzone, che sembra scritta per me, e che mi fa domandare se le mie lacrime si asciugheranno mai da sole.

All I can ever be to you, 
Is a darkness that we knew, 
And this regret I had to get accustomed to, 
Once it was so right, 
When we were at our high, 
Waiting for you in the hotel at night, 
I knew I hadn’t met my match, 
But every moment we could snatch, 
I don’t know why I got so attached, 
It’s my responsibility, 
And you don’t owe nothing to me, 
But to walk away I have no capacity 
He walks away, 
The sun goes down, 
He takes the day but I’m grown, 
And in this grey, in this blue shade 
My tears dry on their own, 
I don’t understand, 
Why do I stress a man, 
When there’s so many better things at hand, 
We could a never had it all, 
We had to hit a wall, 
So this is inevitable withdrawal, 
Even if I stop wanting you, 
A Perspective pushes thru, 
I’ll be some next man’s other woman soon, 
I shouldn’t play myself again, 
I should just be my own best friend, 
Not fuck myself in the head with stupid men, 
He walks away, 
The sun goes down, 
He takes the day but I’m grown, 
And it’s OK, 
In this blue shade, 
My tears dry on their own, 
So we are history, 
Your shadow covers me 
The sky above, 
A blaze only that lovers see 
He walks away, 
The sun goes down, 
He takes the day but I’m grown, 
And it’s OK, 
In this blue shade 
My tears dry on their own, 
I wish I could say no regrets, 
And no emotional debts, 
And as we kiss goodbye the sun sets, 
So we are history, 
The shadow covers me, 
The sky above a blaze that only lovers see, 
He walks away, 
The sun goes down, 
He takes the day but I’m grown, 
And it’s OK, 
In this blue Shade, 
My tears dry on their own, 
He walks away, 
The sun goes down, 
He takes the day but I’m grown, 
And it’s OK, 
My deep shade, 
My tears dry 
He walks away, 
The sun goes down, 
He takes the day but I’m grown, 
And it’s OK, 
My deep shade, 
My tears dry

Skinny genes

Se non è periodo di saldi, ci sono due soli modi per sfogare le proprie preoccupazioni: bere, e creare scoiattoli di pongo. Considerando che non posseggo del pongo, è stata una vera fortuna che il 2 Luglio siano iniziati i saldi. E, in effetti, la mattina stessa del 2 Luglio io ero per le vie di Lucca con una carta di credito che ad ogni tocco sussurrava “Usami, usami, passami tutta”.
Cercavo un paio di pantaloni scuri, preferibilmente marroni, così sono andato nel luogo che considero la mia seconda casa: la Sisley. Il commesso mi saluta, ridendo sotto i baffi: praticamente vede più me che sua madre. Una volta “fu costretto” a darmi il suo numero di telefono, perché gli avevo chiesto se mi metteva da parte un paio di pantaloni perfetti che volevo ma che in quel momento non potevo pagare.
E così mi ritrovo a girottolare per il negozio, finché li vedo. Illuminati da una luce mistica, mi si presentano in tutto il loro splendore intanto che una musica sacra fa da sottofondo alla scena. Ignorando i vari Alleluja che i folletti del mio cervello si mettono ad intonare, mi precipito a controllarli. 
Sconto del 30%, neri, cuciture marroni, taglia 29, e terribilmente skinny.
Non ho mai avuto dei jeans skinny, che per chi non lo sapesse sarebbero dei pantaloni molto molto aderenti. Non li ho mai avuti forse perché non mi piacevano molto addosso agli altri, e inoltre sono solito associarli a un certo tipo di essere umano che non è il mio ideale di persona. Però… l’abito non fa il monaco, e bla bla bla, e incedo verso il camerino. 
Ho indossato la sacra veste, e ho notato con meraviglia di essere effettivamente molto magro. Poi chiamo la signorina (evito il commesso di prima perché davvero mi conosce ormai troppo bene: una volta gli ho chiesto di tradurmi in francese una poesia!) che mi dice – sotto mio ordine – che mi stanno davvero benissimo soprattutto sul culo. Autostima ++. Per sicurezza chiamo anche mia sorella, che nel frattempo si era imboscata nel reparto donna, che mi dice – sotto mio ordine – che mi stanno davvero benissimo soprattutto sulle gambe. Autostima ++.
Non ero ancora del tutto convinto che fossero i pantaloni adatti a me. Tuttavia mi accingo a pagarli, visti lo sconto e il desiderio di avere qualcosa di diverso nel guardaroba.
Arrivo a casa con l’intento di mostrare ai miei cosa i loro soldi mi hanno permesso di avere. Indosso i jeans e torno in cucina a farmi ammirare.
Sbiancano tutti.
Mia mamma comincia a ripetere il termine “stecchino” a intervalli irregolari, intanto che scuote la testa fissando la sua insalatina triste. Mio padre, dopo circa dieci minuti di gelido silenzio, afferma che sembro un bimbo del Biafra.
Il commento del mio amico Ciuffo è stato Uuuh! con tanto di sospetta sgranata d’occhi, la quale gli è costata una sequenza di domande del tipo: 1) Perché hai detto Uhhh? 2) Mi stanno davvero bene? 3) Lo giuri? 4) Su cosa? 5) Non vedi mica le rotule?
La mia amica Giuli, studentessa di Medicina, ha colto l’occasione del giudizio sui miei nuovi jeans per farmi un riassunto delle sue lezioni di anatomia: “Vedi Ale, qui c’è la patella”…
Autostima –.
Devo dare una conclusione a questo post, e lo faccio volentieri snocciolando cosa ho pensato alla fine di tutto. E ho pensato due cose.
La prima è che, al di là di cosa pensano tutti gli altri, rimango comunque uno strafigo. (***WARNING: allarme sfasamento del livello di autostima, pericoloso avvicinamento al delirio di onnipotenza***)
E la seconda è che, mal che vada, potrei incontrare qualcuno come Eliza Doolittle, a cui non piacciono gli skinny, perciò sostiene che…

I really don’t like your skinny jeans 
So take them off for me 
Show me what you’ve got underneath 
So we can do this properly
Occhiolino 😉

Modi di dire mod.



Mal comune, gaudio un cazzo.