Dolcenera // Mal di schiena

Ho aperto l’armadio e ho iniziato a togliere ciò che non si era ancora bagnato. Mi sentivo come se avessi dovuto vestire un cadavere per la camera ardente, anche se per fortuna non ho mai dovuto farlo (e non voglio mancare di rispetto a chi ha dovuto preparare un proprio caro, ci mancherebbe). Beh, le tute le aveva già tolte mi madre e buttate via. Non indosso una tuta in pubblico da anni, ma mi è dispiaciuto ugualmente sapere che non occuperanno più un loro spazio, anche se quello spazio probabilmente sarebbe stato utile averlo per riporre qualcos’altro. I jeans – con mia grande gioia – si sono salvati, anche quelli nuovi. Pensavo che si sarebbero infangati alle estremità, invece le gruccette erano appese sufficientemente in alto. La mia collezione di fumetti era illeggibile e completamente bagnata. Perfino Kylion, quella cazzo di serie dimenticata dal mondo, di cui ero uno dei pochi sfigati che aveva comprato tutti e tredici i numeri. E anni e anni di abbonamento a Topolino, ordinati per numero e inscatolati in contenitori appositi. Mi è dispiaciuto perfino per le Magic, che adesso non uso più, okay, ma erano mie! E vabbè, quel che è successo in camera mia non è niente in confronto ai danni alla casa. 
Indi per cui oggi ho raggiunto mamma, papà, i nonni, lo zio Gianni e Massimo che hanno iniziato a lavorare alla casa. Sì, perché come vi avevo già detto nel post precedente, l’acqua per le strade è stata pompata via, ne abbiamo ancora un cinque-dieci centimetri in giardino ma in casa è rimasto praticamente solo fango. Che va pulito, possibilmente prima che secchi. E infatti oggi abbiamo portato qualche mobile fuori casa, abbiamo scrostato la terra, abbiamo messo dei faretti al piano di sotto (perché non possiamo accendere la luce in quanto sarebbe pericoloso con tutta l’acqua a giro), e soprattutto abbiamo tirato via acqua fangosa.
In effetti, abbiamo lavorato tanto ma mi pare che i risultati ci siano. Per la melma all’esterno della casa, dice papà che dovremo aspettare che le fogne si svuotino e quell’acqua lì se la prenderanno loro. Per l’interno, io penso che se lavoriamo così qualche altro giorno, in poco tempo il pavimento torna libero dal fango. Poi andrà disinfettato, e la stessa operazione di pulizia andrà eseguita anche sui mobili e sugli oggetti recuperabili (ma penso che un tentativo lo faremo anche sulle cose che probabilmente sono da buttare).
Mi fermo qua. Non posso evitare di ringraziare tutti. 
P.S. Non credete alle favole che vi raccontano il Sindaco e il Presidente della Provincia. Nessuno di noi è stato avvertito dalle persone competenti. Sì, c’era la protezione civile al ponte, ma di tutti loro nessuno dava una risposta precisa, e nessuno che abbia avuto l’impensabile idea di suonare i campanelli per avvertire del pericolo. Perché, detto sinceramente, fa un attimino incazzare sentire Favilla che dice che “chi non è stato avvertito, è perché era addormentato”. Lei cosa fa alle cinque di notte, signor Favilla? Alle cinque di notte cosa fanno le persone? Ho sempre pensato che alle cinque di notte le persone abbiano la strana abitudine di dormire. Forse hanno anche la strana presunzione di pensare che in caso di allarme vengano avvertite da chi di dovere.
1 commento
  1. Valeh
    Valeh dice:

    …ho i brividi Ale.. mi hai riportato indietro di 9 anni… ricordati solo che tante cose possono essere recuperate, lavate e disinfettate.. mio padre aveva fatto ripartire la lavatrice e due caldaie con tanta pazienza, un pennello e tanto alcol (da strofinare sui fili.. non da bere eh..), stoviglie, cartocci del latte, bottiglie di vino… se non è uscito niente da dentro.. vuol dire che non è entrato niente da fuori… coraggio! =)

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