Pensieri tra il venerdì e il sabato

Penso che ogni persona abbia cose per cui star male. E che a ognuno sembri che le cose che turbano gli altri siano inezie in confronto alle proprie. Ognuno ha diverse priorità e ambizioni e desideri e agisce di conseguenza, e tutti dovremmo rispettare le priorità e le ambizioni e i desideri di tutti. Penso che… però, che rabbia!

Penso che non me ne importi niente se in un’aula c’è il crocifisso o no. Penso che se chiedi a un qualsiasi studente di una qualsiasi scuola italiana di disegnare un’aula, il crocifisso sarà l’ultima cosa che mette (sempre che non lo dimentichi, cosa altamente probabile). Penso che il crocifisso sia un demoniaco strumento di distrazione di massa, che distoglie l’attenzione da cose più gravi. Uno specchietto per le allodole. Penso che gli italiani siano bravi a fare le allodole, ma sono ancora più bravi a fare gli ipocriti.

Penso che il cus cus sia davvero squisito.

Penso di essere un tantino fuori posto. La dimensione che mi appartiene è diversa. Non peggiore, non migliore: semplicemente diversa. Una dimensione per diversi. Penso che se mai troverò il buco che porta al Paese delle Meraviglie, mi premurerò di portare alcune persone con me. Per quanto questo mondo non sia il mio, ci sono alcuni dei suoi abitanti a cui voglio ancora troppo bene perché io possa lasciarlo senza rammarico.

Penso di avere un palloncino in gola. Pieno d’acqua.

Penso che il mondo sia fondamentalmente maschilista. Penso che il mondo sia fondamentalmente vecchio. Se le donne e i giovani avessero più spazio, il mondo godrebbe di una sana e pura libertà. E quando parlo di “libertà” io intendo quella vera, non quella che ti pubblicizzano accanto ai nomi dei partiti, sporcandone il significato e offendendone la concezione.

Penso che serva coraggio. Per tutto, in tutto. Sapere che ne uscirai con le ossa rotte e buttarti lo stesso richiede coraggio. Anche avere coraggio richiede coraggio, perché non hai nessuna soddisfazione dall’aver avuto coraggio, anzi, probabilmente dopo ti senti peggio di prima. C’è un’unica cosa a cui potersi aggrappare: la consapevolezza di aver fatto comunque la scelta giusta. Perché la paura non lo è mai.

Penso che non pubblicherò questo post. O forse sì.

Penso che pensare faccia male. A me. Se però il mondo iniziasse a farlo, staremmo tutti molto meglio.

4 commenti
  1. Dracoo
    Dracoo dice:

    Pensare non fa male. Anche se molti lo credono.Però se tu non pensassi, Ale, non sforneresti queste perle di giovane saggezza.Che bello, la "Parola di Verifica" per questo commento è "singl".Molto gentili a non aggiungerci anche una e.

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  2. Sere
    Sere dice:

    scrivi benissimo ale, ma a volte mi metti tristezza..ti voglio bene 🙂 vediamo di uscire insieme..questo mondo è un pò storto, ma sta a noi cercare di rendere le cose un pò più dritte..ognuno è padrone della propria vita 🙂

    Rispondi

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