Sforbiciatina

Ebbene: sono un imbecille.
Vi immagino già con volto serafico a pensare “Eh, sai che novità…” e questo non solo mi diverte, ma mi spinge anche a raccontarvi quel che ho fatto.
Dunque. Come vedete dalla foto nel mio profilo io sono bellissimo. Affascinante, splendido, meraviglioso! In realtà qualcuno fa fatica a scorgere tale beltà, ma aiutato da due o tre – mila – bicchierini, arriva a riconoscerla oggettivamente.

Ma non è questo il punto. Se avete visto bene la foto (o se avete mai avuto la fortuna di incontrarmi di persona) avrete anche notato che porto i capelli lunghi. Lunghi è una parolona, diciamo “lunghini”.
Ecco. Dovevo andarmeli ad aggiustare (termine tecnico che usa sempre mia madre), per dare una scorciatina (altro esempio di terminologia materna) alla fratina davanti (ancora), che in effetti era molto lunga. Io cerco sempre di rimandare la visita semestrale da Ciao (che, per chi non lo sapesse, è il modo in cui chiamo il mio barbiere), ma siamo a gennaio e penso di non poter più rimandare. Vabbè, comunque, sabato ho avuto la geniale idea di darci una sforbiciata da solo. “Sono proprio un genio del crimine”, pensavo mentre impugnavo le forbicine metalliche e tentavo di tagliare l’aria, solo per il gusto di sentire quel rumorino saporito di due lame che si sfregano l’una contro l’altra.

Fatta la doccia, prendo queste forbici e do due sforbiciate. Zzzacc. La prima. Beh, sì, può andare. Zzzacc. La seconda. Orrore puro. Troppo, troppo corti! Oh, cosa ho fatto! Me tapino, mondo crudele, governo ladro (quello sempre!). Scuoto la testa, affranto e contrito, e me la asciugo.
Mi preparo ad affrontare il giudizio dei miei, che mi aspettano a cena fuori.
Raggiungo la casa, busso e mi fanno entrare. Vi elenco le varie reazioni, che meritano di essere riportate.

Massimo: “Ma fatti la barba!

Antonella: “Sembri un paggetto!

Benedetta: “Ale sei bruttissimo”

Beatrice: “Nooo, ma guarda se li sistemi così e cosà…” (prende a smanaccare nella mia testa, alla fine sospira) “No, niente da fare.

Andrea: “Ale ma che ti frega, nel senso…” (anche Andrea, come me, dice spesso “Nel senso”)

Chiara: (guardando Andrea e scuotendo la testa) “Già, che ti frega? Tanto peggio di Andrea non li puoi avere…

Mums e papà non erano ancora arrivati, ma anche quando mi hanno visto non si sono espressi molto. Anzi, inizialmente pensavo che quasi li piacessero. Mi doveva subito venire in mente, che era una cosa impensabile! Infatti, nei giorni successivi hanno avuto modo di esprimere il loro disappunto. Mi sa tanto che Ciao avrà una visita prossimamente…

1 commento
  1. Quello de "La Curva del Quadrato"
    Quello de "La Curva del Quadrato" dice:

    Eh… questo accade a chi pecca di troppa modestia… succede dai, non ti preoccupare… l'inconscio per evitare esuberi di narcisismo ha deciso di "imbruttire" momentaneamente la tua immagine… capita a chi si sottovaluta troppo….

    Rispondi

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Rispondi a Quello de "La Curva del Quadrato" Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.