Seriamente

Lista di cazzate usate per convincersi che l’unica famiglia possibile è quella tradizionale

Ieri si è tenuto a Milano il convegno per difendere la famiglia tradizionale, un evento a cui ha partecipato una quantità spropositata di scapoli, repressi, divorziati e individui con problemi di coppia.
Bisogna iniziare a parlarne rivelando un ovvio eppure sottovalutato segreto, che è il seguente: io faccio parte di una famiglia tradizionale. Io faccio parte di una meravigliosa famiglia tradizionale che sa tutto di me e mi ama anche per questo. So di cosa parlo, quindi. Non solo: la maggior parte delle persone aperte ad altri tipi di famiglia fa parte di una famiglia tradizionale. Sappiamo di cosa stiamo parlando, quindi. Mi domando se possono dire la stessa cosa i difensori della famiglia tradizionale: sapete di cosa state parlando, voi?
A questo punto credo sia necessario definire la famiglia tradizionale, perché tutti ne parlano ma nessuno sa cosa sia precisamente. Dicesi famiglia tradizionale il nucleo famigliare composto da madre, padre, auspicabilmente sposati, e un certo numero di figli e figlie. Rimangono dunque esclusi: i divorziati, i separati, le coppie omosessuali, gli orfani, i vedovi, gli scapoli e le zitelle.
Se siete divorziati, separati, omosessuali, orfani, vedovi, scapoli o zitelle e partecipate al convegno della famiglia tradizionale, dunque, o lo fate per il buffet finale (ragione per cui potreste anche avere la mia comprensione) oppure non avete capito.
Ma torniamo ai difensori della famiglia tradizionale. Posto che sappiate di cosa state parlando -cosa di cui non posso non dubitare- vorrei svelarvi un altro ovvio eppure sottovalutato segreto: noi non siamo contro la famiglia tradizionale. Non vogliamo distruggere la famiglia tradizionale. Non verremo ai vostri matrimoni a sostituirvi il riso coi petardi o sfasciarvi le vostre torte nuziali a colpi d’ascia. Non ci introfuleremo nei vostri letti per rovinarvi le nozze (mi risulta che siate bravissimi da soli, in quello).
Semplicemente, siamo convinti che la definizione di famiglia abbia molto meno a che fare con la sessualità e con i contratti giuridici e molto più a che fare col volersi bene.
L’amore, quella robaccia misteriosa che muove il mondo, sapete?
Bene. Siccome c’è una parte di me convinta che se voi foste davvero informati e aveste una visione ampia della situazione non partecipereste ai convegni sulla famiglia con gli occhi iniettati di odio ma rimarreste nelle vostre case, tranquilli e in pace con il mondo, io provo ad affrontare tutto quello che vi sento dire e a spiegarvi, molto tranquillamente e a volte con un pochino di ironia che no: non funziona come pensate voi. Proviamo.
“La famiglia è quella naturale.”
Ma cosa significa naturale? Che non è artificiale? Che è prevista dalla natura? Quindi nella famiglia tradizionale si sta nudi o al massimo coperti di foglie, non si usano medicine e non si beve la birra.
“Lo scopo dell’uomo è quello della procreazione e della continuazione della specie”
Precisamente, quand’è che hai firmato il contratto che ti rivela qual è lo scopo dell’uomo? La filosofia si interroga da sempre a riguardo, e non ha mai trovato una risposta, e tu sì. 
“Chi non può fare figli in modo naturale non può essere una famiglia.”
Quindi non sono famiglie quelle delle persone sterili. 
“Dio ha creato Adamo ed Eva, non Adamo ed Evo. Ahaha!”
Parliamo degli stessi Adamo ed Eva che dopo aver tradito il Dio che li ha creati si sono riprodotti generando due fratelli di cui sappiamo che uno prima uccide l’altro per poi andarsi ad accoppiare con una sorella dando inizio alla razza umana che dunque di fatto è fondata su un incesto? Un vero esempio di moralità su cui costruire accuse di immoralità, complimenti.
“Certo, e allora se facciamo il matrimonio tra due uomini, istituiamo anche il matrimonio tra un uomo e un cane, no?”
A parte il fatto che qualsiasi cane è più intelligente di una persona capace di partorire un ragionamento del genere e che pertanto preferirei effettivamente sposare un cane, comunque: un uomo non è un cane (per quanto adori gli animali), e il matrimonio tra due uomini e quello tra un uomo e un cane non sono sullo stesso piano.
“I gay devono farsi curare.”
L’omosessualità non è una malattia, né per i medici, né per gli psicologi. Se hai una laurea in psichiatria, possiamo parlarne.
“Ho tanti amici omosessuali che non vogliono sposarsi e non vogliono figli.”
Innanzitutto invito questi omosessuali a incazzarsi una volta tanto con i loro cosiddetti amici che li sfruttano per fare vaghe dichiarazioni ai giornali. Detto questo, il fatto è che se esistono omosessuali che non vogliono sposarsi o non vogliono figli, non significa che ad altri omosessuali debba essere negata la possibilità di farlo. Anch’io ho amici eterosessuali che non vogliono sposarsi, ma mica vuol dire che sono contrari al matrimonio etero…
“Non riesco a immaginare un bambino che ha due mamme o due papà.”
Forse perché sei italiano. La verità è che nel resto dell’Europa e nel mondo i Paesi che permettono alle coppie omosessuali di avere figli sono sempre di più. Ed esistono da anni. Ci sono luoghi in cui è perfettamente normale immaginare un bambino con due mamme o con due papà.
“Un bambino ha bisogno di una mamma e di un papà.”
E gli orfani? E quelli che crescono con i nonni o gli zii? E quelli che crescono con un solo genitore? Solo perché tu non ne conosci non significa che non esistano queste situazioni. Anche questi figli sono perfettamente normali.
“Un bambino ha bisogno di una mamma e di un papà.” (2)
Dici? Hai fatto tante ricerche? Siccome una quantità enorme di associazioni di medici, psichiatri e psicologi (non stiamo parlando di due o tre organizzazioni di parte, bensì di un consenso che non si è mai avuto per nessun’altra area delle scienze sociali) affermano che i figli cresciuti da genitori lesbiche o gay non differiscono in alcuna considerazione importante da coloro che sono cresciuti da genitori eterosessuali e che nessuna ricerca empirica suggerisce il contrario. 
“In Italia non siamo pronti per l’omogenitorialità.”
L’omogenitorialità in Italia esiste già. Sono più di centomila i figli di coppie omosessuali (perché si può scoprire di essere omosessuali dopo essere diventati genitori) e il numero è destinato a crescere. Il problema è che queste realtà non sono riconosciute legalmente: questo è il problema; anche per questo bisogna permettere l’adozione e il matrimonio. Il fatto è che i figli di coppie omosessuali già esistono, e la legge non può permettersi di ignorarli.
Altri tipi di famiglie esistono, fatevene una ragione.



UPDATE 17/3/15 – Speciale Dolce&Gabbana

“Non c’è religione, non c’è stato sociale che tenga: tu nasci e hai un padre e una madre.”
Si fa confusione tra la necessità biologica di un gamete maschile e uno femminile con i ruoli genitoriali, che non c’entrano con il sesso o con l’identità di genere: la genitorialità non coincide con la genetica.

“E poi vai a spiegare a questi bambini chi è la madre”
L’adozione si basa sulla stessa idea. Inoltre si può crescere bene qualcuno con cui non condividiamo il patrimonio genetico; e si può crescere male il nostro figlio genetico.

“Sono gay, non posso avere un figlio. Credo che non si possa avere tutto dalla vita, se non c’è vuol dire che non ci deve essere.”
Dunque buttate gli occhiali. Non usate medicine, né il computer. E anche i vestiti non crescono sugli alberi, però poi c’è qualcuno che li crea. Mi sembra un’affermazione incoerente.

[ lista in continuo aggiornamento,
perché le cazzate non finiscono mai ]

Elenco di canzoncine che forse ti faranno stare meglio

( Vorrei avvisare tutti che in questo post non parlerò dei prossimi impegni di Baricco. NON LI SO. La prima cosa che mi ha chiesto mia nonna dopo avermi fatto gli auguri è stata se il mio “capo”, testuali parole, sarebbe diventato ministro, e questa domanda mi è stata fatta anche da svariati amici e parenti, nonché da sconosciuti che mi vedono alla Lidl con la borsa della scuola; allora comunico pubblicamente che non sono a conoscenza del manifesto politico del preside, anche perché di solito non mi parla di Renzi ma di palle rosse e di quanto Hemingway fosse sbronzo quando scriveva i Quarantanove Racconti )
( Sì, di palle rosse. )
Ci sono due meccanismi che adotto quando non sto tanto bene. 
Il primo è quello di non dirlo a nessuno, anzi cerco di sembrare più idiota del normale, talvolta trasformandomi in una versione umana del coniglietto di Bambi che batte sui tronchi con la zampetta. 
Il secondo è quello di sminuire il mio malessere paragonandolo ad altri problemucci quali la fame del mondo o il cancro e convincendomi che sono proprio un demente a lamentarmi di tali piccolezze. 
Ora, tralasciando il fatto che l’organizzazione mondiale degli psicologi giudica insano il mio comportamento e consiglia di sostituirlo con una corretta alimentazione e un’intensa attività fisica, quindi insomma non imitatemi nonostante io sia molto simpatico, vorrei mostrarvi un ulteriore trucchetto che ho imparato per sotterrare tutti i miei sentimenti: la musica allegra. 
Perché, per quanto li adori, ascoltare i Baustelle quando il morale non è dei migliori, non aiuta a migliorarlo. Tra l’altro questo è il principio su cui si basa tutto il successo discografico dei Baustelle. Comunque, ci sono un sacco di canzoni più o meno pop che ascolto quando sono un po’ giù. Non che serva a molto, un po’ come rileggere un elenco di soggetti probabilmente peggiori di te, ma magari un pochino aiuta.
Vi propongo la mia.
Se ne avete altre da aggiungere, ditemelo che mi fa piacere.
Nonostante non sia ancora riuscito a capire come si pronuncia il cognome della cantante, questa canzone è stata il mio motto per un certo periodo.
Questa canzone mi mette un sacco di buon umore, e non solo perché nel video le tette di lei prendono fuoco.
Okay, definirla canzoncina è un’offesa. È una canzone meravigliosa.
Beh.
Anche questa non è affatto una canzoncina. È più un abbraccio.
Non so che dire su questa canzone che non sembri patetico.
Lei la amo alla follia perché è sempre così meravigliosamente incazzata, anche quando ti consola.
La versione di Bill Withers è una palla, io preferisco quella di Glee. Scusatemi se sono gay.
L’ho pure ascoltata dal vivo, questa, e ho pensato che la dedicassero proprio a me.
Da fischiettare quando passa qualcuno che rosica.
Eh vabbè.
“Perché nessuno può fottere qualcuno che è bionda davvero!”
L’apertura del loro concerto.

Pixie Lott – All about tonight
Lui non vi caga? Fate altrettanto, per una volta.

Beatles – Here comes the sun
It’s allright nanana nanana nanana nananananana

Sound of music – My favourite things
Julie Andrews pensa ai gattini, io agli Abbracci del Mulino Bianco, ma insomma…

Elenco di soggetti probabilmente peggiori di te

Tutti hanno il diritto di sentirsi fighi.
Ho notato che esiste una specie di culto della presunzione, i cui adepti tendono ad informare gli altri riguardo al loro status di superiorità che peraltro si autoattribuiscono. Non ho studiato psicologia, ma ho come l’impressione che queste persone siano soltanto creature molto insicure, che cercano di nascondere (e nascondersi) le proprie insicurezze ostentando un’immagine vincente che in qualche modo li fortifica. Si ripetono – e ci tengono a ripeterlo anche in pubblico – di essere fighi, forti, migliori, come in una specie di mantra, col risultato che appaiono effettivamente nel modo sperato. E noi ci crediamo, che sono dei giusti, e in qualche modo, magari in maniera inconscia, li invidiamo.
Noi: noi gente incapace di adottare lo stesso meccanismo, noi che ci concentriamo sui nostri difetti invece che sui nostri punti di forza, noi che non ci andiamo mai bene, noi che non ci piacciamo e così facendo diamo un’immagine che non piace nemmeno agli altri – ma che bello che è, quando troviamo le persone che vanno oltre le apparenze e trovano quei pregi che nemmeno noi vediamo, vero?
Ecco, siccome è qualche tempo (più o meno ventiquattro anni) che vivo in questa condizione di assurda carenza di autostima, ho avuto modo di provare anche qualche sporadico momento in cui ho magicamente pensato di essere un ganzo. Ed è per questo che dico che tutti hanno il diritto di sentirsi fighi. Per aiutarvi, ho fatto un breve elenchino di soggetti che sono probabilmente peggiori di voi. A me non aiuta. Io mi sento costantemente una merda. Ma chi lo sa, magari a qualcuno strappo un sorriso, che è già una piccola, enorme soddisfazione.

Caterina Balivo
la mano sana di Capitan Uncino
chi scrive su facebook “palestra time”
Lucius Malfoy
Pippo Franco
Erika
Omar
il mostro di Firenze
la madre di Miley Cyrus
Molly, Milton, Monty, Margot, Maude e Maggie, che sarebbero i sei carlini di Valentino
Valerio Scanu
l’inventore del gelato al puffo
il giornalista che dopo l’uscita del Principe Mezzosangue ha scritto un articolo con scritto chi muore
la signorina Trinciabue
il professore coi baffi che in tv si dichiarava favorevole alla riforma Gelmini

Mariastella Gelmini
chi scrive i ritornelli di Britney Spears
quello che ha tradotto Eternal sunshine of the spotless mind con Se mi lasci ti cancello
l’assassino di Laura Palmer
i vicini di Erba
i politici corrotti

chi non ha cambiato il rotolo di carta igienica di cui ora avresti bisogno
il ghostwriter di Guido Barilla

[ in continuo aggiornamento ]


I tredici buoni propositi di Tredici per il duemilaTredici

Ciao, sono Charmeleon. No, scherzo, è che il mio barbiere deve avere un difetto alla corteccia cerebrale per il quale quando gli dico il classico: mah-scorciameli-un-po’-ovunque-basta-che-mi-fai-bellino lui invece intende: fammi-la-cresta-cosicché-io-sembri-un-deficiente
Comunque, volevo farmi vivo e comunicare pubblicamente che non sono morto, che non ho dovuto vendere le dita per sopravvivere alla crisi, che Bersani stranamente non ha ancora chiesto il mio aiuto per la propaganda elettorale – e scusate ma non ne afferro la motivazione – e che quindi posso ancora scrivere.
La domanda è: cosa scrivere. Oh, Tredici, non vorrai mica fare il solito, classico, banale, noioso, lunghissimo, palloccoroso, esorbitantemente logorroico, prevedibile post sui buoni propositi del 2013?
Sì.

I tredici buoni propositi di Tredici per il duemilaTredici
– si scrive buoni, si legge inmantenibili, o anche idioti –
1. Prometto che mi impegnerò moltissimo a non essere così imbranato da far cadere per terra il deodorante stick, che poi si rompe e tutto il liquido si spalma bene per terra provocando un intenso alone di Nivea For Men Dry Impact E Altri Fighissimi Termini Inglesi che mi farà effetto allucinogeno.

2. Prometto che mi impegnerò moltissimo a stellinare di meno e retwittare di più.

3. Prometto che mi impegnerò moltissimo a comprare la roba su asos.com perché mi piacciono i vestiti, e non i modelli che li indossano. 

4. Prometto che mi impegnerò moltissimo a non correggere i leggeri errori grammaticali. In fondo, non è una catastrofe scrivere un po’ con l’accento, oppure verbo senza, oppure perché con quello grave. 
5. Come corollario al punto precedente, prometto che mi impegnerò moltissimo anche a non correggere gli errori grammaticali più gravi. È vero che se il mondo presto finirà, buona parte sarà per gli sbagli sulla grammatica, ma io non sono un eroe e questa è una guerra troppo grande per me.
6. Prometto che mi impegnerò moltissimo a non inarcare il sopracciglio con fare palesemente saccente ed antipatico ogni volta che qualcuno sbaglia un congiuntivo. Devo cercare di ricordarmi che c’è un motivo se quando penso a me da vecchio mi immagino solo e con tanti gatti.
7. Prometto che mi impegnerò moltissimo a non criticare gli stili di scrittura altrui né l’uso spregiudicato, scorretto e soprattutto antiestetico della punteggiatura. Tipo. Scrivere. Così. Perché. Mi credo. Più. Interessante. Oppure… così… ecco… sembra… che stia… affogando… aiutoooo… Ma non devo criticare apertamente queste cose, d’ora innanzi le terrò per me in modo tale da non sembrare così tanto bisognoso di sesso.
8. Prometto che mi impegnerò moltissimo a non considerare patetico chi usa i vari social network come mezzo per sfogare il proprio ego insoddisfatto o per raccontare i fatti più personali o per fotografare le parti del corpo più intime. Anche se lo è, Dio Santo se lo è.
9. Prometto che mi impegnerò moltissimo a crescere. Ho un estremo bisogno di sentirmi in costante crescita, e il fatto che a ventitré anni sia abbastanza maturo sotto vari aspetti non significa che io sia arrivato. La strada per l’Olimpo è ardua, e bisogna impegnarsi molto prima che le Muse mi cantino Ieri era zero di Hercules.

10. Prometto che mi impegnerò moltissimo a non fare le solite dieci parole su Ruzzle. Che orsa, rosa, arso, orse, ore, ora, sa, se, raso, reso, resa, re, aro, era ed ero ormai le metto sempre.

11. Prometto che mi impegnerò moltissimo a non rinunciare al trash, ad Anna Dello Russo, a Pippo e Paperoga, al socontendadefastasfilata, alle canzoni di Non è la Rai o del pop più leggero, e a tutto quello che mi fa vivere prendendomi poco sul serio.

12. Prometto che mi impegnerò moltissimo a scrivere post meno idioti di questo. Anzi no, di più.

13. Prometto che mi impegnerò moltissimo a svegliarmi e a sentirmi bono, figo, issimo, ganzo, rock, giusto, supersimpa ed incredibilmente meraviglioso.

T’appartengo ed io ci tengo
e se prometto poi mantengo
M’appartieni e se ci tieni
tu prometti e poi mantieni

Robe varie riguardo al CNR di Pisa

Quello che segue è l’elenco di servizi e istituiti e mazzi vari che offre il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche, uououo) di Pisa:

IBBA- Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria
ILC- Istituto di Linguistica Computazionale “Antonio Zampolli” 
IBF- Istituto di Biofisica 
INO- Istituto Nazionale di Ottica 
IPCF- Istituto per i Processi Chimico-Fisici
IFC- Istituto di Fisiologia Clinica
IN- Istituto di Neuroscienze
ITB- Istituto di Tecnologie Biomediche 
IIT- Istituto di Informatica e Telematica – Sede
ISTI- Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione “A. Faedo”
IGG- Istituto di Geoscienze e Georisorse 
ISE- Istituto per lo Studio degli Ecosistemi 
ICCOM- Istituto di chimica dei composti organo metallici 
Uffici amministrativi
Uffici tecnici
Biblioteca
Mensa
Servizio Tecnografico
Officina meccanica
Ospedale
Area verde
Io volevo solo una cazzo di farmacia.
Comunque, lunedì inizierò il tirocinio al CNR. Mi hanno finalmente preso, e credo che la motivazione principale sia che gli ho fatto pena. La scorsa settimana ero in uno stato comatoso, vi giuro, se Charles Dickens mi avesse conosciuto si sarebbe suicidato, penso. Adesso che ho quattro tipi di farmaci diversi da assumere giornalmente e che il mio corpo dipende dagli sviluppi della medicina va un po’ meglio, anche se per non avere ricadute vado in giro tutto imbacuccato in stile Oliver Twist quando è ancora all’orfanotrofio (o una qualsiasi fashion blogger in una foto autunnale, che poi è uguale solo che non io non ho l’espressione sofisticata).
Il CNR mi spaventa, proprio perché è immenso e tutto uguale. Il mio amico biologo mi ha portato nel suo dipartimento che consiste in una serie infinita di scale, porte e corridoi tutti uguali. Vedevo la gente coi camici che diceva cose tipo Devo fare la pcr o L’hai prenotata la centrifuga? o LE CELLULE, iniettala nelle cellule! o AAAAAAH tanto che io ho pensato prima di denunciarli tutti per induzione volontaria alla labirintite e poi che sono pazzo perché questo reato non esiste, che non sarei mai uscito di lì, che la mia vita è arrivata al capolinea, che passerò il resto dei miei giorni nutrendomi di zebrafish qualsiasi cosa siano, poi morirò e forse un giorno Ryan Murphy si ispirerà a me per una nuova stagione di American Horror Story.
E ritroveranno questa foto, quando l’edificio sarà infestato dagli zombie:
[ lo so che questo post vi ha fatto schifo ma oggi è Halloween 
e mi sento autorizzato a farvi orrore ]

Cose che amavo

( ma ora è finita )

– il Comic Sans

– il gelato al limone

Ti sento di Ligabue

– le scarpe con lo strappo

– passare i bigliettini alla compagna di banco del liceo per comunicare senza emettere suoni

– leggere Cip e Ciop

– torturare le formiche

– l’ápeiron di Anassimandro

– Coelho

– l’idea di vivere in costante viaggio

– te